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Amore e sensualità in cucina

Il Signore permise all'uomo di mangiare da qualsiasi albero del Paradiso Terrestre.


Ma gli ordinò di non cogliere i frutti dell’albero della conoscenza del bene e del male.

In realtà la Bibbia non specifica che si trattasse di una mela, ma evidentemente qualsuno ha pensato che questa avesse le caratteristiche giuste per portare una simile responsabilità nei secoli dei secoli (amen).

La mela, quindi, è stato il primo simbolo dell’amore e della tentazione.

Una mela fu donata da Paride alla dea Afrodite che gli aveva promesso la donna più bella del mondo, che poi era Elena, moglie di Menelao. E, come sappiamo, il rapimento della bellissima scatenò la guerra di Troia.

Cibo e amore sono da sempre un binomio forte.

Vi siete mai chiesti perché un primo appuntamento si giochi in un ristorantino romantico? Fra cibo e amore, cibo e sesso, è sempre esistito un rapporto particolarmente stretto ed intrigante (da come una persona mangia, si può capire come ama, com’è a letto).

Alla stessa stregua di un determinato odore o di una certa canzone, un particolare sapore ci fa automaticamente riviverre un momento indimenticato, condiviso con l’uomo, la donna che abbiamo amato.

Il libro che, a mio avviso, meglio di tutti tratta il cibo come veicolo della sensualità e della sessualità è “Afrodita” (Feltrinelli), sottotitolo “Racconti, ricette e altri afrodisiaci” di quella meravigliosa scrittrice che è Isabel Allende.

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