II bazar Istanbùl ©

Racconto di Françoise Chaké Hovanessian. L'autrice è nata a Teheran nel 1952 da madre francese e padre armeno. Vive in Italia dal 1971. L'Iran, che non vede dal 1985, le manca. E' presidente dell'Associazione Culinaria Persepoli, nata nel 1998 a Bergamo, il cui obiettivo è far conoscere la cucina iraniana. Ha partecipato al laboratorio "Sapori letterari" di Osio Sotto.

Teheran, anni cinquanta.

Nel Bazàre Bozòrg (Mercato grande), si controllano da sempre, in alleanza con il clero, non solo il polso economico della capitale, ma anche quello socio-politico.

Il bazar di questo racconto, è uno “minore” come la mia età quando, stringendomi la mano, Mamie si spostava da un banco all’altro non senza difficoltà perché il bazar era piccolo, il suo viale stretto; bisognava star attenti a non perdere i propri figli, i borsellini e la spesa nelle borse!

Gli iraniani sono grandi consumatori di verdure che mangiano cotte e crude, ma in questo mercato, avrebbero trovato verdure ed ortaggi richiesti dai kharejì (stranieri) come i carciofi, il crescione, gli asparagi, le belghe, i funghi champignons, minuscole patate novelle chiamate sibzaminìye eslambolì (patate di Istanbùl) e la cicoria.

Nello scenario, c’era un vecchietto che vendeva piccoli mazzetti di profumatissime violette, raccolte chissà dove, adagiate in un paniere. Riusciva ad intenerire il cuore delle madàm e ognuna, nella propria lingua, lanciava quel: “Oooooo aaaadoraaabile!.

E così, il nostro nonnetto esauriva la sua merce prima di tutti e spariva.

Mia madre, da brava francese, era ghiotta di carciofi; in Iran si trovava la varietà romana.

- Artisciò cìande? - Quanto i carciofi?

- Hàshe zar. - Otto zar.

- Ziyàde, shishezàr! - E’ troppo, sei zar!

- Àfe Hzar. - Sette zar.

- Shishezàr! - Sei zar!

- Ciàndta? - Quanti?

- Settà … - Tre…

L’arte del mercanteggiare non era da tutti, e mia madre non ne era granché capace, ma lei lo faceva solo per il gusto di mettere in mostra la conoscenza che aveva della lingua persiana e delle usanze “commerciali”, anche se il più delle volta lasciava i venditori imbronciati per la modica quantità di spesa che faceva dopo tutte quelle trattative!

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