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Reportage da “Le scritture del cibo”

Seminario di studi tenutosi a Parma il 23 febbraio 2006

In un’ampia e confortevole sala della Camera di Commercio, che per i tendaggi ed i lampadari in vetro soffiato mi faceva pensare ad uno spartano teatro, ci siamo ritrovati non in tantissimi come pubblico (c’erano per lo più studenti, maggiormente di Scienze Gastronomiche) a fronte di un gruppo di relatori ben nutrito.

Il seminario, organizzato da CSAS (Centro Studi e Archivio della Comunicazione), Università degli Studi e Camera di Commercio di Parma, è stato organizzato in congruenza con i contenuti del corso di laurea in Scienze Gastronomiche – afferente alla facoltà di Agraria - di cui una delle sedi è sita nella provincia parmigiana, a Colorno.

Il merito dell’organizzazione è della prof. Gloria Bianchino, docente di storia dell’arte della facoltà di Lettere e direttrice del CSAS.

La mattinata è scorsa fluida e piacevole (tranne un disturbo causato da una conversazione al cellulare oltre una tenda) e i temi trattati sono stati esposti quasi sempre in maniera vivace e coinvolgente.

Il prof. Tullio Gregory, dopo il saluto delle autorità, con un intervento articolato e dotto, ha dato il via ai lavori. Il prof. Gregory è direttore del Dipartimento di Ricerche Filosofiche de La Sapienza, ma è anche un intellettuale che ha sempre contribuito a valorizzare la cultura gastronomica italiana, e parmigiana.

A seguire gli altri docenti, tra cui non si può non menzionare Andrea Zanlari. Con un intervento sul tema dei marcatori alimentari, della tipicità e del territorio (il prof. Zanlari è anche presidente della CCIAA), ha, tra l’altro, parlato dell’interessante diatriba che ha poi condotto all’attribuzione del parmigiano reggiano e del grana padano rispettivamente a Parma e a Milano.

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