
Fu autore del De observatione ciborum ad Theodoricum regem Francorum epistula, un manuale di dietetica che, essendo scritto in latino popolare, fu oggetto di studi filologici per quel che riguarda l’evoluzione delle lingue nel Medioevo.
Nel suo trattato, Antimo presentava le abitudini alimentari delle popolazioni germaniche del V secolo, rivelandone alcune particolarità, come ad esempio l’uso esclusivo ai fini terapeutici del vino, sostituito durante i pasti alla birra.
Quest’opera è stata egregiamente tra- dotta da Giovanna Motta nel suo libro Le ricette medievali del medico Antimo tra Bisanzio, Ravenna e Metz (Edizioni del Girasole), nel quale l’autrice rivisita alcune ricette in una versione moderna, proponendoci sia le preparazioni curative che quelle gastronomiche.
La Motta specifica che il suo lavoro non vuole essere un’edizione critica del testo di Antimo, che già esiste, bensì una traduzione più vicina al nostro secolo che ci possa avvicinare non solo allo slowfood, ma anche alla medicina naturale; il sottotitolo è, infatti, “Sapori nuovi dal più antico trattato di dietetica il ‘De observatione ciborum’ scritto per il re Teodorico”.
Io l’ho trovato un testo valido ed utilissimo.
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Loredana Limone








