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Cuore in forma

"Tu che m'hai preso il cuor...." è una canzone che, in barba al grande Pavarotti, ho preferito nella versione di Gianni Morandi.

Devo confessarlo: sono stata (forse ancora lo sono… qui lo dico e qui lo nego) una delle migliaia di fans innamoratatissimissime di questo splendido e sempreverde cantante che si sono immaginate e/o illuse che quelle parole fossero rivolte a lei… voglio dire a me… cioè io medesima.

Quando parlo di lui, ancora oggi che ho più che abbondantemente superato il tempo delle infatuazioni platoniche, mi confondo.

Ma il cuore non è solamente un luogo di emotività e sentimenti. Ancorché qualche eminente dizionario riservi più righe al significato figurato che a quello ana- tomico del lemma, il cuore, molto prosaicamente, è un muscolo che funziona come una pompa idraulica attivata da stimoli elettrici, la quale raccoglie il sangue venoso proveniente dalla circolazione periferica e lo spinge nei polmoni, dove sarà ossigenato, e poi di nuovo lo rimanda, ricco di ossigeno, fino alla periferia, fino all’ultima cellula del punto più lontano. Parte di questo processo viene percepito con il battito, un rumore (toc toc) che si verifica ad ogni contrazione, rassicurandoci o preoccupandoci, secondo la frequenza con cui avviene.

Questo è quanto premettono Anna Cantagallo e Valter Giancotta, due medici che sono gli autori del libro “Le ricette del cuore” (L’Airone Editrice - collana “La salute in cucina”) nel quale essi propongono un ricettario ricco e diversificato per una corretta alimentazione a difesa del nostro cuore e di particolare utilità per i soggetti più a rischio, affinché si possa come recita il sottotitolo “mangiar bene prevenendo il rischio cardiovascolare”.

Le ricette sono anticipate da un’esaustiva parte teorica relativa alle malattie cardiovascolari, ai fattori di rischio per l’aterosclerosi ed a come agire su di essi, che è scritta in un linguaggio chiaro ed illustrata con vignette umoristiche

Per capire finalmente quello che il linguaggio ostico dei medici non ci permette di comprendere e per evitare la nostra “pompa”, o quella di chi amiamo, si ostruisca.

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