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Racconti per un anniversario

Altro è scrivere, altro è curare un’antologia.

Quando il curatore, nella fattispecie la curatrice che è la mitica Ruth Reichel, sceglie degli scritti altrui, il lettore si aspetta che il livello sia lo stesso.

Ora non so quale dinamica ci fosse dietro, ma i racconti de Al banchetto del mondo (Ponte alle Grazie) che così raccolti festeggiavano il sessantesimo anniversario della fondazione della rivista Gourmet, non li ho trovati all’altezza della penna esuberante della Reichel. Anzi, in qualche caso mi hanno anche annoiata.

Il nesso, ve lo ricordo, è che Ruth Reichel è la direttrice di questa rivista, a sua volta punto di riferimento della cultura gastronomica internazionale.

I racconti portano certamente firme importanti e nella presentazione del libro si dice che siano stati scelti i migliori tra quelli che Gourmet ha pubblicato nel corso degli anni.

Io, sinceramente, di belli ne ho trovati pochi, ma tra questi uno ve lo segnalo con piacere, anche perché parla dell’Italia e di una storia d’amore. Il titolo è “Il fascino romantico dell’Umbria” di Pat Conroy, autore del famoso “Il principe delle maree”.

Per voi, l’incipit:

“Parlami dell’Italia”, mi chiede mia moglie, il tono di voce addolcito dal morbido accento dell’Alabama. “Dimmi che cosa ti è piaciuto di più.” Le racconto due storie.

Il padrone di casa, che mi aveva affittato l’appartamento di via dei Foraggi, era in piedi accanto a un dipinto di San Sebastiano.

Gli chiesi: “E’ molto antica la casa che dà in affitto?”

“No, no, no, no.” rispose in fretta. “Voi americani amate le cose vecchie, ma questa casa non ha neanche cinquecento anni.”

Rimasi senza parole, poi dissi: “L’hanno costruita prima che Colombo decidesse di salpare”.

“Sì,” disse il mio padrone di casa. “Ma vedo che non riesce a capire. Questa casa, per Roma, è come un neonato.”

L’Italia mi ha insegnato così la nozione di tempo.