La più bella che occhi umani abbiano mai visto

Il verde delle palme, delle piantagioni e delle colline. Il bianco delle spiagge infinite; il blu del cielo e del mare; il giallo del sole; il marrone delle foglie di tabacco essiccate.

Questo trionfo di colori non può evocare che Cuba.
Un’isola, mito e leggenda, che ha affascinato personaggi come Garcia Lorca, Meucci, Hemingway, Sarte, per dirne solo alcuni, e che per noi europei è terra di sogni.

 

Domenica 28 ottobre 1492 il suo descubridor, Cristoforo Colombo, annotava sul famoso Diario di bordo: “Quest’isola è la più bella che occhi umani abbiano mai visto”.

 

E la sua gastronomia conserva ancora parte degli alimenti, specie quelli di origine vegetale, che gli indios taino coltivavano a quell’epoca, e ne conserva intatti alcuni piatti, e la storia.

 

Per approfondire o per meglio prepararsi ad un viaggio, un libro decisamente interessante è: La cucina a Cuba (Manifestolibri), i cui autori - N. Bolívar Aróstegui, G. Jiménez Soler, D. Torres Delgado – più che competenti, sono impegnati su vari fronti culturali cubani; un libro che espone, sotto il punto di vista storico-antropologico, l’evoluzione alimentare dell’isola attraverso il tessuto geografico delle influenze culturali che l’hanno attraversata dall’eredità degli indios alla colonizzazione spagnola, al periodo schiavista, al modello capitalistico, al periodo rivoluzionario.

 

Un libro dove l’insieme delle ricette rappresenta un paradigma gastronomico eccellente.

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