Ristorante San Vittore

E’ stato “Avanzi di Galera” (Guido Tommasi Editore) a vincere il premio di letteratura enogastronomica “Minori, Costa d’Amalfi”, di cui vi avevo anticipato la finale del 30 giugno e 1 luglio 2006.

Il libro (vi rimando alla mia recensione dal titolo “Il cibo dietro le sbarre”), a cura dei detenuti di San Vittore coordinati da Emilia Patruno, ha colpito i giurati che hanno riconosciuto il valore di quegli scritti (sfoghi, con- fessioni) che propongono uno spaccato sociale inedito, sconosciuto, che fa riflettere.

In carcere non c’è un ristorante, e nemmeno una mensa o un refettorio: si cucina vicino al gabinetto, si mangia chiusi in cella e il cibo spesso lo si deve recuperare, reinventandolo attra- verso l’arte di arrangiarsi, un’arte che diventa veramente molto molto difficile quando non c’è proprio modo di ottenere gli attrezzi necessari.

La giuria, presieduta da Tullio Gregory, era composta da Gualtiero Marchesi, Luca Maroni, Maria Concetta Mattei, Lidia Ravera, Giuseppe Liuccio, Ezio Falcone, Giuseppe Lembo e Andrea Reale.

Grazie a questo libro, e ancor di più grazie a questo premio, i detenuti hanno potuto dar voce ad un silenzio che non ce la fa più a tacere. Perché un errore (e tante volte bisogna vedere ingenerato da cosa) non può annullare la dignità.

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