Galeotto fu il sandwich

Londra, Battersea Park, lunch break, un giorno come tanti. E poi tanti giorni come quello, seduti vicini su una panchina a mangiare un sandwich galeotto e una mela, il più antico simbolo di peccato. Mentre in ufficio non si fa altro che pettegolare sul loro rapporto che va oltre l'essere colleghi, Betty e Vinnie si dicono scherzosamente di tutto senza parlare di niente. Nutrendo un sentimento che prende sempre più corpo e si palesa, all'inizio timidamente celato dietro un'affettuosa amicizia, solo nella pausa pranzo.

Su questo sfondo si dipana il libro dell’esordiente Valerio Biasion dal titolo A pranzo con Betty (Editrice Nuovi Autori) che non mi è dispiaciuto affatto, pur trovando la scrittura talvolta ancora involuta, il che risulta normale in un romanzo d’esordio e, nello specifico, è forse è dovuto a spunti intimistici di non facile rivelazione.

L’autore è nato a Conegliano, in provincia di Treviso, ma vive a Londra, dove ha ambientato il suo romanzo.

E’ infatti sotto un tipico cielo inglese grigio e denso di pioggia, in un ordinario ufficio scrivania di fronte a scrivania, che si conoscono Betty e Vinnie. Sono diversi come il sole e la luna, e così sono lontani. Lei: sudafricana bianca con l’orgoglio della razza, elegante, sobria, ordinata, razionale, dalla vita pianificata (con Adam, legittimo consorte); in Inghilterra in attesa del decisivo avanzamento di carriera del marito che, nei programmi, li farà fatti tornare a casa definitivamente e mettere in cantiere dei bambini. Lui: farfallone, approdato a Londra per non annegare nella noia del suo piccolo paese natìo, occhi lunghi su tutte le ragazze in minigonna che gli passano davanti, per caso in una relazione stabile da tre anni, la prima della sua vita, con Yuniko (grazie alla pazienza di quest’ultima, direi).

E’ proprio la diversità di Betty ad attrarre Vinnie che, dal suo modo di essere, trae linfa vitale, nutrimento indispensabile. Si innamorano: senza sapere come, né quando, né da dove. Un amore che si accontenta dell’ora libera nella pausa pranzo, mentre lui immaginava di passeggiare con lei dopo una cena in un ristorante italiano (ne conosceva uno perfetto a Highbury and Islington) raccontandole ogni pensiero che aveva in testa e, prima di lasciarsi per la notte, dirle ciao con un bacio sulla guancia. E che poi prende corpo in un provvido ascensore fermo tra due piani e dopo, con sempre più voracità, in un cespuglio del parco o in un cubicolo della toilette.

Betty, la peccatrice che ha tralignato da tutti gli insegnamenti e da ogni principio sano, non riesce ad interrompere la relazione per la passione sempre più impetuosa che la divora. Vinnie, pur dispiaciuto per Yuniko, spera che lascerà il marito e sceglierà lui.

Ma le storie proibite sono tanto eccitanti quanto dolorose,(ancor più per i pugni che “spaghetti” (deduco che così siano soprannominati in maniera dispregiativa i nostri connazionali), alias Vinnie, prende da un amico dell’ignaro Adam di cui è intenzionato a difendere l’onore.

Cosa succederà in tanta confusione di sentimenti? Che effetto avrà l’inebriante Sauvignon del loro Christmas Party?

Una certezza, intanto, è il vino: buono, frizzante al punto giusto.

“E’ italiano?”
“Ovvio.”

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