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Le delizie e i vini della Provenza

Si chiamano vini da garage. Sono la nuova mania dei ricchi che pagano una fortuna per averli: vini che, pur senza un nome celebre alle spalle, hanno prezzi altissimi e sono prodotti in quantità molto limitate in piccole tenute. Non si bevono, ma si collezionano; non sono nemmeno pubblicizzati e si scoprono col passaparola.

Questi vini sono al centro di un intrigo giallo, nucleo del nono libro e quinto romanzo di Peter Mayle che ci fa conoscere la faccia illegale del mondo del vino.

Il titolo è Un’ottima annata (Garzanti) e da esso è stato tratto il film omonimo di Ridley Scott con Russel Crowe e Marion Cotillard.

La storia si dipana in maniera romantica, dolce e divertente; la sua morale potrebbe essere “Quando si chiude una porta, si spalanca un portone” perché il protagonista, il londinese Max Skinner, un divorzio alle spalle, dopo aver visto vanificarsi mesi di lavoro quando il suo capo e nemesi gli frega un brillante affare che, tra l’altro, gli avrebbe sistemato gravi problemi finanziari, il che lo porta a licenziarsi (meglio morire in piedi che vivere in ginocchio), riceve la notizia che lo aspetta un’eredità in Provenza: la casa dello zio dove passava le vacanze da bambino con relativa vigna.

Dall’Inghilterra si reca in Francia, intenzionato a vendere la proprietà per sistemare le sue cose, ma lì comincia a guardare il mondo con occhi diversi, innamorandosi delle delizie del luogo e di una seducente ristoratrice.

Dopo aver scoperto e bloccato l’illecito traffico di cui sopra, effettuato alle spalle di suo zio prima e alle sue ora, si dedica al lavoro nei campi, impara ad usare il trattore, a raccogliere i grappoli e sceglierli secondo le dimensioni senza rovinarli. Con il viso e le braccia arsi dal sole, le mani indurite dai calli, i vestiti sbiaditi e sgualciti, i capelli incolti, Max non è mai stato così felice.

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