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Meglio sapere

Quando iniziai a pormi (e porre) degli interrogativi sui cibi geneticamente modificati, un sedicente esperto me ne spiegò l’utilità, portando come esempio il fatto che le patate avrebbero potuto diventare altamente proteiche e, quindi, risolvere il problema della fame nel Terzo Mondo. Io, italiana media, senza malizia e profana in materia, gli credetti. Con ingenuità.

Direi che l’ingenuità che ho manifestato è stata, però, l’ingenuità di tutti: di tutti coloro che vogliono il bene dell’umanità, che non sono mai quelli che detengono il potere i quali mirano, invece, al loro bene personale.

Probabilmente anche il sedicente esperto, un tecnologo alimentare, apparteneva alla stessa mia fascia di creduloni.

Nel libro verità di Jeffrey M. Smith, L’inganno a tavola (Nuovi Mondi Media), le bugie delle industrie e dei governi – quello americano in primis (il volume è la traduzione di Seeds of Deception – Exposing Industry and Government Lies about he Safety of the Genetically Engineered Foods You’re Eating) - sulla sicurezza dei cibi geneticamente modificati vengono oggi smascherate. Finalmente.

Il coraggioso autore, rischiando di suo, fa un’analisi accurata della vera natura dell’ingegneria genetica, rivelandoci i rischi per l’ambiente - e principalmente per la salute - che le colture OGM possono arrecare: dal risveglio di virus dormienti, all’instabilità dei cromosomi, alla creazione di allergeni potenzialmente mortali, al cancro. Ma anche effetti a cascata: uno dei più semplici è il caso delle mucche nutrite a soia GM che producono latte più grasso: e da questo apparentemente banale problema ne derivano altri ben più gravi.

Eppure la natura lo sa già, istintivamente. Lo dimostra la saggezza di animali come oche, mucche, maiali, scoiattoli, cervi, alci, procioni, ratti. In merito a questi ultimi voglio citare ciò che scrive Smith: Il Washington Post ha riportato che i ratti, solitamente ben felici quando possono mangiucchiare pomodori, voltarono le spalle al pomodoro geneticamente modificato FlavrSavr che gli scienziati erano tanto impazienti di sperimentare. A quanto ha dichiarato il direttore della Calgene Troger Salquist: “Ti dico la verità, puoi anche essere il re degli chef… ma a loro questo pomodoro continuerà a non piacere”. I ratti, infine, vennero nutriti a forza con il FlavrSavr, attraverso tubi gastrici e lavande gastriche, Molti animali manifestarono lesioni allo stomaco; sette su quaranta morirono in due settimane. Il pomodoro venne approvato.

Sono troppo grandi gli interessi che ruotano intorno agli OGM, perciò l’autore ci fornisce esempi gravissimi della manipolazione della verità scientifica e dei mezzi di informazione da parte dell’industria biotecnologica.

Cercando una via di salvezza, ci si chiede se biologico significhi “non OGM”.  Bisogna fare attenzione. Se è  vero che una coltura geneticamente modificata non può essere definita “biologica”, è pur vero che in America la certificazione del biologico non richiede test specifichi per gli OGM. Partendo da questo spunto bisognerebbe sapere cosa dice la normativa italiana.

E’ assolutamente necessario essere informati. Tantissimi sono i prodotti GM che aspettano di essere ulteriormente sviluppati o approvati o messi in commercio; tra essi ci sono grano, riso, meloni, cetrioli, fragole, broccoli, uva, mele, lattuga, radicchio, carote, caffè, noci, orzo, eccetera.

Quando nutriamo i nostri bambini che ci guardano negli occhi affamati e fiduciosi, dobbiamo sapere cosa stiamo dando loro. Perciò è importante leggere questo libro verità. Perciò è importante sapere.