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Intervista a Paola Balzarro

Paola Balzarro è l’autrice de “L’infinito in un boccone” (Sinnos Editrice). E’ nata a Roma, dove vive e lavora come giornalista alla Rai. Ha vissuto diverso tempo all’estero, con borse di studio per giovani artisti. Ha vinto vari concorsi di scrittura, e ha pubblicato alcuni racconti in Francia e Germania, su riviste letterarie. Con la Sinnos ha pubblicato anche un romanzo per ragazzi “L’acqua del tempo giusto” (1994, 2005).

Com’è nata l’idea di questo libro sull’anoressia e sulla bulimia?

E’ partito tutto da una esperienza personale. Nel 1999 sono stata ricoverata in una clinica per la cura dei disturbi alimentari, così come la mia protagonista, Francesca. All’improvviso mi sono ritrovata in una specie di “Montagna Incantata”, un luogo di cura per certi versi idilliaco e  fuori dal mondo, ma anche molto inquietante per una giovane donna abituata a considerarsi “forte” e “di successo”. Lì ho incontrato persone molto diverse da me, con cui nella vita “normale” non avrei neanche scambiato due parole, e con cui ho scoperto invece di avere tanto in comune. Adolescenti anoressiche, uomini talmente obesi da non poter camminare, ex modelle, ma anche studentesse, casalinghe, madri.  E’ stato un periodo di cura ma anche la scoperta di un mondo che altrimenti non avrei mai conosciuto. Così, dopo un adeguato periodo di tempo per metabolizzare, ho deciso di raccontare questa storia, in forma di romanzo.

 

Qual è stata la causa dei disturbi alimentari di  Francesca, la tua protagonista?

Secondo la mia esperienza, non c’è mai una causa unica, per l’insorgere del disturbo alimentare. Nel caso di Francesca, c’è stato un rapporto problematico con il proprio corpo al momento dello sviluppo, come succede a molte ragazze. Il fastidio di vedere il seno crescere, le rotondità aumentare. Insomma un insorgere problematico della femminilità. Il tutto esasperato dal rapporto con una madre perfezionista, che la voleva a tutti i costi “bellissima”. Nel caso di Francesca questo ha portato a diete forsennate, seguite da bulimia e poi da obesità vera e propria. Per altre ragazze può essere il primo passo invece verso l’anoressia.

 

Che ne pensi dei manifesti “No Anorexia” di Oliviero Toscani?

Apprezzo Toscani, ma in questo caso temo che quei manifesti non ottengano l’effetto desiderato. Scandalizzano i “normali”, ammesso che questa parola significhi qualcosa. Ma rischiano di gettare riprovazione e biasimo sociale su soggetti deboli, le ragazze che soffrono di anoressia, di farle sentire ancora più isolate e giudicate. E dal loro punto di vista non credo che siano efficaci, anzi rischiano di essere un modello da imitare segretamente: non dimenticherò mai un meccanismo di “competizione” che ho osservato in clinica fra alcune ragazze arrivate veramente ai minimi termini: la corsa a chi riesce ad essere più magra, non per essere “bella”, ma per dimostrare controllo sul corpo, forza di volontà, una specie di illusione di onnipotenza. Non sarebbe stato meglio mostrare una modella taglia 48 con la scritta “bellissima”?

 

Imbestiolata, attartarugata, intalponito: ci sono diversi termini di matrice faunistica nella tua narrazione.

Mi fa molto piacere che siano state notate queste piccole invenzioni. Lo stile, il linguaggio, sono per me forse la parte più importante del mio libro. Volevo, certo, raccontare una storia, ma anche lavorare sulla forma, sperimentando ritmi nuovi. Mi diverte anche creare parole, non in modo totalmente arbitrario ma forzando un po’ il linguaggio, in modo da dare vita a piccoli spostamenti creativi. Le parole “di matrice faunistica” sono particolarmente care alla mia protagonista, fanno parte del suo personale modo di rapportarsi al mondo, che passa attraverso un fondamentale recupero del contatto con la natura, una solidarietà emozionale con tutte le forme di vita.

 

Prima di questo hai scritto un romanzo per ragazzi. Che cosa scriverai dopo?

Il mio romanzo per ragazzi, “L’acqua del tempo giusto”, è stato sempre pubblicato dalla Sinnos, per la prima volta nel 1994. E’ andato molto bene e nel 2005 è stato ristampato. Mi piace scrivere per i ragazzi, discutere con loro, mi emozionano soprattutto gli incontri nelle scuole elementari. Ma credo che il prossimo libro sarà ancora una volta per adulti. Ho due progetti: una raccolta  di racconti d’amore e un nuovo romanzo, ambientato agli inizi degli anni Ottanta. Un periodo in cui tante cose sono cambiate.

 
Chi desiderasse mettersi in diretto contatto con Paola Balzarro, può scriverle all’indirizzo e-mail: pbalzarro@yahoo.it

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