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La regina dei caruggi

Si entra nei vicoli di Genova, timorosi di quel che può succedere (e succede di tutto). E se ne esce intatti. Ma strabiliati.

Grazie a Laura Bosia.
Perché la sua scrittura è qualcosa che lascia sbalorditi: per le espressioni, le immagini, i colori, i sapori, vivi e corposi, di malfamati luoghi e di palpitante umanità, pregnanti dell’odore che ema- na il basilico nei vasi che si trovano davanti agli usci.

Angeli e basilico (Marsilio) è il titolo del romanzo viscerale della Bosia che trasuda bravura a tutti i pori: una storia di terra e di mare, di carne e di cuore, e di attese disattese; una storia che si svolge nei caruggi genovesi, lì dove si parla un dialetto affilato come un’aguglia, e si dipana tra quei vicoli tortuosi e odorosi, dove regnano prostituzione, pedofilia, schifezza, sporcizia e delusione, eppure tanta umanità (l’autrice sapientemente mostra entrambi i lati della medaglia della vita), sempre espressi con uno stile che non ha nulla di ordinario, che si riconoscerebbe come “bosiano” anche su pagine anonime e che, per quanto spietatamente realistico, mai offende, né sporca, né disturba.

La storia è quella di Maria e dell’amore vissuto un solo giorno e non di più; Maria che da ragazza aveva aperto la porta ad Annibale, accogliendo dentro di sé quel marinaio vagabondo con cui felice aveva mangiato pane e olive con la foga di chi ha patito il digiuno, cacciandosi in gola quel companatico povero come se fosse fatto di morsi e carezze esasperanti.

Maria che si cingeva la vita con un glorioso grembiule da cucina, sotto il quale i fianchi sultani disegnavano il trionfo di una luna domestica.

Maria che, nell’attesa di vederlo ritornare, il suo Annibale, diventò regina dei caruggi e prostituta di mestiere.

Torna, dopo 33 anni quel marinaio che pure non l’aveva mai scordata: torna a cercarla, la donna che aveva avuto per primo e che adesso dicevano la regina delle puttane. Camminando riconobbe l’odore del cielo imprigionato fra le case, il verde fragrante del basilico, l’aroma di mandorle e di dolci. Torna eì i due amanti si ricongiungono finalmente: riappropriandosi l’uno dell’altra, fanno cose mai fatte prima, come aver dormito nello stesso letto o bevuto il caffè in una tazzina sola.

Ma la sorte sa imbrogliare… mentre gli angeli stanno a guardare.

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