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Gelato al cioccolato

Questo nuovo racconto di Renato di Lorenzo ha l’odore salmastro del porto, mentre il suo nuovo romanzo "Supermarket", che è uscito da poco per la Foschi Editore e sta già avendo un buon successo, sa di giallo milanese (il motivo lo scoprirete solo leggendolo).

La ragazza dalla panchina guardava il porto, le barche che entravano e uscivano ma per lo più dondolavano attaccate al molo con le gomene e le funi e tutte quelle altre robe che hanno nomi marinareschi che io non conosco.

Teneva una gamba accavallata sull’altra, e quella di sopra la faceva ballare con un ritmo che aveva in testa solo lei, e aveva un occhio più piccolo dell’altro, si vedeva benissimo, e leccava un gelato.

“Tu sei una di quelle che quando le guardo i jeans mi incuriosisco, che vorrei vederti come sei fatta sotto” le faccio. “Non è che sono un maniaco che ti vuole stuprare” le dico. “E’ la curva del fianco, non so se mi spiego, che mi incuriosisce, non so se capisci”.

Lei alza il suo occhio più piccolo verso la mia faccia e mi scruta, Gesù: mi scruta col suo occhio più piccolo come se avesse deciso qualcosa ma io non so ancora cosa, forse che si metterà a urlare e farà uscire l’intera guarnigione della Guardia di Finanza che sta lì dietro a qualche centinaio di metri e io sarò arrestato, magari anche deportato a Ventotene dove ci deportavano gli antifascisti se non fosse che adesso Ventotene è chiuso e magari ci hanno costruito dei villaggi turistici con gli intrattenitori e tutta quell’altra merda.

Gesù: a Ventotene c’è stato Malaparte, mi pare, o Gramsci, o che ne so, gente così, che in un modo o nell’altro combatteva, a Ventotene, e adesso c’è l’intrattenitore che fa ballare i vecchi scoordinati al ritmo della lambada che tanto alzano la gamba destra quando dovrebbero alzare la sinistra e i ragazzini si fanno fare le seghe dalle ragazzine dietro gli scogli e tutto il resto, a Ventotene, oggi.

“Perché non ti siedi?” fa lei.

“Non è che tu ti metti a urlare?” faccio io.

“Non mi metto a urlare” fa lei. “Volevo che discutessimo del fatto che mi vuoi vedere come sono sotto i jeans,  la faccenda di come è fatto il mio fianco” fa.

“Mi fai dare una leccata al gelato?” faccio io. “Dalla parte del cioccolato” dico. “A me piace il cioccolato” dico.

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