Il sogno di Lallo “Cioccolatino”

Sono fiabe per bambini, quelle che compongono l’ultimo libro di Ruth Perez Aguirre: “La muñeca de papel y el juego de las palabras” (aBrace editora). Racconta le avventure di una bambola di carta e la creatività che nasce dalla conoscenza dell’alfabeto, è gradevole e utile anche per chi voglia esercitarsi nello spagnolo. Inoltre, per i bambini della guida, Ruth ha scritto questo simpatico racconto dalla morale molto educativa.

Non ne voglio più, di salmone, mamma –dice Lallo, spostan- do con le manine il suo piatto pieno di pesce– ora dammi il cioccolato.
–Ragazzino –replica il papá—tu sai bene che in questa casa si mangia salmone un giorno alla settimana, ogni venerdí, ed oggi lo é, perció finisci di mangiare e smettila di pensare alla tavoletta di cioccolato.
–Ma, babbo, non ti accorgi che il salmone é di un colore rosato? Perció si tratta di un cibo per bambine. Guarda –é uguale al tutú della mia sorellina. Uomini come me e te non dovrebbero mangiarlo. Dovremmo mangiare cioccolato, in grande quantitá, perché dá molta energia, cosí potremo lavorare di piú delle donne ed anche difenderle dai pericoli cui possono andare incontro. Il cioccolato é l’ottava meraviglia del mondo! Questo lo dico io, il grande esperto, Lallo Cioccolatino.
–Sciocchezze, Lallo “Cioccolatino”, il salmone é per tutti, uomini e donne, perció non trovare più scuse e mangia tutta la tua porzione, altrimenti oggi niente cioccolato.
Dopo aver pianto e pestato i piedi e aver ascoltato i consigli dei genitori sul perché sia vantaggioso mangiare salmone, Lallo, un bambino de nove anni, amante come tutti del cioccolato, alzandosi da tavola si avvia malinconicamente nella sua cameretta, per ordine del papá e della mamma. Chiude la porta e si mette a dormire. Di solito gli succedeva che, quando restava senza ciocccolato e faceva capricci, si addormentava senza lavare i denti e senza neppure fare il bagno.
Lallo comincia a sognare che si trovava di nuovo a tavola, che era venerdí e che di fronte a lui c´era il suo piatto col filetto di salmone impanato; cosí lo preparava la mamma perché lui non vedesse quel colore che tanto gli dispiaceva.
–Mangia, figliolo, mangia, questa volta il pesce ti piacerá –diceva la mamma con un sorriso celestiale.
Il bambino cominció a tagliarlo in piccoli pezzi per far con loro il disegno di un treno e passare cosí un momento divertente in mezzo a tanta sofferenza. Ma, sorpresa! Il pesce aveva un sapore diverso che non sembrava salmone se non… se non… cioccolato impanato! Perció Lallo lo divoró senza bisogno di contare i vagoni non immaginando neppure che dentro di essi viaggiavano animali di tutte le specie pieni zeppi di cioccolato per i bambini della cittá.
Al momento di bere la sua tazza d´orzo si rese conto che era diversa quel giorno, era troppo dolce e sapeva esattamente di cioccolato bianco!
Anche il riso che circondava il pesce era di piccoli pezzi di cioccolato, la lattuga aveva lo stesso sapore, pur essendo come al solito di color verde; lo stesso accadeva con le fettine dei pomodori, rossi ma con un delizioso e dolce sapore. Lallo voleva bere un po´d´acqua, molta acqua, per rinfrescarsi il suo palato.
–Mamma, per favore, dammi dell´acqua col ghiaccio, non resisto piú! –le disse mostrando la lingua macchiata di parecchi colori.
–Ah, figlio, in questa casa di tutto quello che c´é da mangiare é fatto di cioccolato, l´acqua e anche il ghiaccio, perció non si puó raffreddare; da quando tu dicesti di non voler mangiare nient´altro che non fosse cioccolato…
–Certo, mamma, ma ne ho avuto abbastanza –disse Lallo molto preoccupato– ora vorrei altri sapori.
–Mi dispiace, non ne abbiamo. Ma perché non togli via questo sapore e ti lavi ben bene i denti e nello stesso tempo fai il bagno, prima di andare a dormire?
Lallo, per la prima volta, si accorse che i suoi genitori non lo sgridavano. Contrariamente al solito, si dirirsse in fretta al lavandino per lavarsi la lingua. Peró, oh, no! Il dentifricio era di crema di cioccolato… l´acqua del rubinetto era anch´essa di cioccolato fondente!
Il povero Lallo era terrorizzato. Adesso non avrebbe potuto fare la doccia perché al contrario si sarebbe trasformato in uno di quei pupazzi vuoti di cioccolato che tanto gli piacevano. Non avrebbe potuto lavarsi i denti che cosí sarebbero caduti e non avrebbe piú potuto masticare quelle tavolette tanto deliziose che il suo papá portava dall´ufficio e che lui aspettava con ansia.
Un giorno i suoi compagni, dopo essere usciti di scuola, passarono davanti a una pasticceria e videro un enorme pupazzo di cioccolato.
–Guardate –disse Luca— che gigantesco pupazzo. Entriamo per chiedere quanto costa. Lo potremmo acquistare tutti insieme e mangiarlo domani durante la ricreazione.
–Non abbiamo mai visto un pupazzo tanto grande e alto come noi. Ma guardate, sembra un bambino come noi. E sì, assomiglia tanto a… tanto a… Lallo.
–Certo –esclamarono gli altri— é uguale a Lallo. É Lallo! Perció non viene a scuola da molti giorni. Entriamo.

–Nooooooooo! Mammma, papá venite presto, per favore –grida Lallo dal letto quando si sveglia dal suo incubo.
–Cosa succede, figlio? –chiedono i suoi genitori accendendo la luce.
–Da questo momento in poi mangeró carne, pollo, uova, latte, frutta e… salmone. I dolci verranno dopo il cibo, ma per favore ora datemi un po´d´acqua o qualcosa che non sia dolce.
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