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Incontro tra gli scaffali

Sapevate che ci sono supermercati dove notoriamente si "cucca" o si "fa acchiappanza" o ditelo come volete... insomma dove si può incontrare l'altra metà di quella che è la gustosa mela della nostra vita? Cristina Voltolini lo sa (sebbene non ne abbia beneficiato dato che il suo incontro fatale è avvenuto in una radio quando era ancora molto giovane e a fare la spesa ci pensava la sua mamma) e ha rivelato un paio di indirizzi giusti a "Sapori letterari". Curiosi? Chiedeteli e vi saranno dati.

Era una sera buia e tempestosa, la giornata era terminata, i pochi passanti in giro si affrettavano a rientrare a casa.

Michela, con i capelli grondanti e le scarpe inzuppate si infilò nel solito supermercato vicino a casa, noto in città  per essere privilegiato luogo d’incontro tra coppie.

Narrava la leggenda di sguardi tra gli scaffali, amori scoppiati tra le corsie, incontri clandestini e non in coda alle casse, ma Michela si era sempre chiesta da dove venisse questa fama, visto che lei era una vita che andava lì a fare la spesa e non aveva mai battuto chiodo.

In effetti doveva ammettere che le sue sortite tra gli scaffali avvenivano per lo più intorno all’ora di chiusura, quando i rari avventori si affrettavano a pagare, sotto lo sguardo feroce delle cassiere stravolte.

Lei stessa in queste occasioni si presentava al meglio del proprio peggio, stanca dopo una lunga giornata di lavoro, eppure il suo era un appuntamento quasi quotidiano: a casa non aveva nessuno che l’aspettasse tranne la televisione, per cui passava a prendere pane e latte, cercando in tutti i modi di ritardare il rientro.

Si perdeva tra le corsie, a osservare cibi che da sola non avrebbe mai osato né acquistare né consumare.

Uno dei suoi passatempi preferiti era studiare il contenuto dei carrelli degli altri e da questo immaginare la loro vita, anche se l’orario serale le offriva ben poche occasioni di far volare la fantasia.

Per questo quella sera aveva gettato più di un’occhiata a un uomo con un completo grigio antracite, che girava tra gli scaffali con aria spaesata, facendo chiaramente capire di non essere un avventore abituale.

Probabilmente di solito la spesa la fa la moglie, pensò tra sé Michela, ma questa sera gli ha chiesto di passare lui al supermercato e non è abituato.

Però non aveva foglietti in mano, i mariti di solito li hanno, oppure fanno la spesa incollati al cellulare, con la moglie che sbraita ordini al telefono tipo sergente dei marines.

E poi aveva un piglio deciso nello scegliere i cibi e riporli nel carrello. Decisamente molto poco marito da supermercato, decise Michela.

“No, la spesa di solito la fa la domestica ma oggi gli è capitata una seratina speciale e non ha fatto in tempo ha dare ordini per cui è passato di persona. Sarà un carrello da duecento euro almeno!”.

Michela continuava nella sua fantasticheria, mentre osservava l’uomo aggiungere alla spesa frutta fresca e secca, un’insalata in busta, frutti di mare freschissimi, diversi tipi di formaggio e salse, filetto di manzo e del pane fresco.

Stava morendo di curiosità, si immaginava già un soggiorno arredato con pochi, lussuosissimi mobili, luci soffuse e una tavola elegantemente apparecchiata con candele accese e diversi vassoi con tutto il bendidio che lui stava acquistando, pronto per una seratina romantica.

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