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Merenda d’altri tempi

Un invito a tutti i ghiotti lettori della guida: fateci sapere qual è/era la vostra merenda preferita. Per Tonia, la filiforme protagonista di questo racconto, era l’uovo sbattuto. Chissà che dietro questo personaggio non si celi proprio l’autrice, Carmen Lo Presti, che ha accompagnato il suo testo con una bella torta alla banana, sicuramente più pratica da portare in aula e offrire a un gruppo di golosi scrittori creativi.

Tonia cercava di destreggiarsi tra le decine di confezioni di brioches e biscotti esposti sugli scaffali dedicati ai più golosi nel grande ipermercato vicino a casa. Lei, che alla sua taglia 42 ci teneva, non era solita passare per quel reparto ed era visibilmente impacciata nella scelta, ma quel week-end avrebbe avuto come ospite la sua nipotina di sei anni per dare la possibilità alla sorella di festeggiare il decimo anniversario di matrimonio. Suo cognato infatti aveva organizzato, grazie anche alla sua complicità, un romantico soggiorno a Roma.

Pangoccioli, Macine, Kinder Brioss, Pan di stelle, Panecioc… ma come fanno i bambini di oggi a scegliere tra tutte queste alternative? pensò.

Com’era semplice quando da piccola sua mamma per merenda le preparava un semplice panino col prosciutto o con il pomodoro fresco condito con qualche goccia d’olio, un pizzico di sale e origano. Che dire poi di pane burro e zucchero? Da quanti anni non ne assaporava il gusto!

Ma che ne sanno oggi i bambini di quanto erano buone e sane certe merende!.

Tra tutte, la sua merenda preferita era l’uovo sbattuto che la mamma preparava apposta per lei perché a sua sorella non piaceva. Prendeva il tuorlo di un uovo, rigorosamente fresco, lo versava in una tazza larga, aggiungeva tre o quattro cucchiaini di zucchero - l’uovo doveva esserne ricoperto - e con lo stesso cucchiaino sbatteva sbatteva finché tutto non diventava una crema densa e senza grumi; per renderlo ancora più goloso aggiungeva qualche goccia di Alkermes, sbatteva ancora qualche secondo e voilà: la merenda più buona del mondo era pronta!

Tonia si riscosse dai suoi pensieri accorgendosi di avere una salivazione eccessiva, si guardò intorno e con fare frettoloso lasciò cadere nel carrello il primo pacco di brioches che si trovò davanti, ma poi, ripensando all’uovo sbattuto, passò nel reparto liquori dove con non poca fatica trovò una bottiglia di Alkermes leggermente impolverata. La mise nel carrello e vi aggiunse una confezione di uova bio controllando bene la data di scadenza per essere sicura di aver preso le più fresche.

Aveva deciso: avrebbe proposto a sua nipote una merenda d’altri tempi. E se non avesse avuto successo? Be’, avrebbe potuto tirare fuori una banalissima brioche confezionata, mentre lei ne avrebbe approfittato per fare uno strappo alla dieta e tornare bambina.