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Pezzetti di würstel

Con questo nuovo racconto di Renato Di Lorenzo, sono lieta di annunciarvi anche l'uscita del suo nuovo libro: "Dieci morti" (Foschi editore, collana Delitti & Teoremi), un altro intrigante giallo che ci condurrà lungo il difficile cammino investigativo del Maresciallo Turchetto impegnato a scoprire la causa dell'inspiegabile morte nel sonno di ben dieci persone.

“Ho portato i soldi” disse Martina. “Ho rotto il salvadanaio” disse, e io mi sentii come il lupo di Cappuccetto Rosso, perché a essere studenti all’Università cento euro sono una cifra, mica no, e quindi quei cento euro a Martina – pensai – le dispiaceva davvero di darmeli.

Aveva un modo strano di guardarti, Martina: alzava gli occhi e non ti fissava, roteava le pupille intorno come se rimandasse il momento della verità e poi – tac - ti puntava lo sguardo blu diritto addosso e allora una palpebra le calava più in basso dell’altra, così che tu ti domandavi cosa pensasse davvero di te.

“Se ne hai bisogno me li dai un’altra volta” le dissi. “E’ solo per rifarci le spese” dissi.

Stavo seduto alla scrivania più in basso di lei e dovevo tirare indietro la testa per guardarla e lei nei jeans stretti, un tantino grassa, per lo meno non magra, era ferma in piedi a fianco della scrivania e a me sembrava di sentire il suo odore, giuro che era come se lo sentissi anche se non era vero. I suoi fianchi erano a dieci centimetri dalla mia faccia, o forse erano a venticinque centimetri al massimo.

“No” disse. “Va bene così” disse.

Anche i capelli aveva strani Martina: a ciuffi, un po’ come le donne fasciste che le avevano rapate i partigiani subito dopo la Liberazione, solo più ordinati.

“Lo vuoi un aperitivo con le olive e i pezzetti di wurstel e tutti quegli altri stuzzichini?” le dissi.

Martina mi piantò negli occhi quel suo sguardo con una palpebra più bassa, dall’alto, io con la testa storta e la gola tirata a guardarla in su.

“Non dovresti provarci se non sei sincero” disse Martina.

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