
Eccovi gli eredi degli antichissimi biscottelli; che i Chiantigiani usano ancor oggi per zupparli nel Vin Santo.
S’incomincia col preparare un impasto con:
500 g di farina
300 g di zucchero
80 g di mandorle tostate
40 g di nocciole (avellane) tostate e spezzettate
40 g di pinoli
4 uova intere
una presa di vaniglia
un cucchiaino di lievito di birra.
S’impasta il tutto creando un paio di pagnotte. Lasceremo riposare la pasta in luogo caldo per almeno un paio d’ore, poi la riprenderemo per lavorarla per qualche minuto forgiandovi dei pezzi fusiformi del diametro tra i 3 ed i 5 cm. Ora li porremo sulla piastra da forno, unta con olio d’oliva e leggermente infarinata, e li spianeremo con la mano da creare una specie di pagnotta semilunata stretta e lunga. Metteremo a cuocere per circa una mezz’ora a 180°, poi lasceremo intiepidire per dividere ora i biscotti, larghi poco più d’un cm, cui daremo “un’infarinata” con dello zucchero semolato che, in minima parte, aderirà alla pasta ancor caldo. Lasceremo raffreddare, quindi li rimetteremo, così divisi, in forno per la “biscottatura”. Basterà un quarto d’ora, 20 minuti al massimo con il forno alla temperatura di 160°. Dopo questa operazione, fatti riposare al fresco, in luogo molto asciutto, per qualche ora, sono pronti per venire consumati. La loro fine preferita è con il Vin Santo secco del Chianti.
Da: “Dolcezze di Toscana” di Giovanni Righi Parenti (Edizioni Polistampa).
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Loredana Limone








