Sapori d’Africa per far innamorare

Non vuol dire nulla il colore della pelle. Bianca o nera, mulatta o altro che sia, una nubile cerca sempre uno scapolo con cui maritarsi, di cui prendersi cura, per cui cucinare pietanze afrodisiache.

Come la signorina Aissatù, nata dalla penna di Calixthe Beyala, l’autrice camerunese del vivace romanzo Come cucinarsi il marito all’africana (Epoché).

In una Parigi dal profumo d’Africa, la nostra protagonista s’innamora del signor Suleymane Bolobolo, suo vicino di casa: un bell’esemplare di maliano non battezzato, celibe, magazziniere.

L’ideale, se non fosse che vive con la vecchia e malata madre, alla quale manca pure qualche rotella, tant’è che come animale da compagnia ha scelto una gallina.

Come sarà pesante la vita di Bolobolo!, inizia a commiseralo Aissatù, già vestendosi con la fantasia da crocerossina (come fanno tante donne, ancorché sia una cosa di cui gli uomini non hanno affatto bisogno in realtà), mentre viene travolta da ogni sorta di sentimenti.

Un ragazzo così bello non merita di nutrirsi d’infelicità, pensa, ed immagina di preparare per lui e con lui una tartaruga di bosco con banane plantain verdi: piatto celestiale che lo consolerà e lo appagherà, perché un uomo che fa provare simili emozioni merita il Paradiso.

Le leccornie di Aissatù – dal dolé con carne e gamberetti al gombo alla paprika, dal pollo ai limoni verdi all’orata al peperoncino, dall’insalata esotica ai gamberoni alle spezie, tanto per citarne qualcuna - avranno la meglio sulle curve e gli artigli delle altre signorine che pure circuiscono l’aitante giovanotto, e la lotta gastronomica della protagonista scatenerà torrenti di estasi e di eccessi sessuali dai quali sgorga una ricetta: spuma di lingue in foglia di tenerezza, riso di peluria gratinato al forno dei desideri e torta di seni al cioccolato amaro.

Ma – perché c’è sempre un ma – questo amore troverà il suo grande ostacolo nella madre che tiene il figlio legato a sé con il ricatto emotivo della malattia.

Nella vita ci sono delle difficoltà che nemmeno il miglior porcospino alle mandorle di mango selvatico saprebbe appianare. Aissatù lo sa.

Riuscirà comunque a farsi impalmare dal suo Bolobolo?

Non vi tolgo il gusto di scoprire cosa succede leggendo questo brioso romanzo, fonte di originali temi gastronomici cui ispirarsi per… affascinare, sedurre, far innamorare.
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