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Gli asparagi sono cari

Nessuna moglie lo sopporta in casa, il marito, quando va in pensione. Non fa eccezione la protagonista di questo nuovo racconto di Renato Di Lorenzo. Ed è proprio vero che tutto è aumentato vertiginosamente e non ci si può più avvicinare a tante cose. Però i libri di finanza di Renato ci possono aiutare, se non a fare la spesa, di certo a non sbagliare investimenti.

“Non si riescono più a comperare gli asparagi” stava dicendo Elena.

Era in piedi con la pancia appoggiata all’acquaio. Puliva non so che col coltello. Verdure. Io ero seduto al tavolo di cucina.

Alla tivù Emilio Fede ragionava sul berlusconismo. Non capivo di cosa stesse parlando, ma probabilmente stava dicendo che si tratta di una buona cosa.

Quando ci eravamo sposati, io e la Elena, nella chiesa c’era odore di gardenie, me lo ricordo come se fosse adesso, e lei era pallida per via dei preparativi: l’abito bianco e tutto il resto. Era stanca ed esile. A scoparla la sera stessa si sarebbe potuta rompere.

“Non dovevi andare in pensione” disse Elena. “Dovevi tirare avanti ancora” disse. “Ma te, si sa come sei fatto” disse.

“Riusciamo a fare quello che dobbiamo fare” dissi io. “Non campiamo tanto male” dissi.

La chiesa allora era buia e fresca. Non fredda: fresca. Con le volte che rimbombavano per un niente. Sono così le chiese: immagino che lo abbiano fatto apposta: come quando avvicini l’orecchio a una conchiglia e ci senti il mare. Le chiese rimbombano perché così ci senti il vuoto e l’eternità, il tempo che non esiste più.

“E’ aumentato tutto troppo” disse Elena. “Prima ci facevamo una mangiata di asparagi, ma ora… chi ci si avvicina?” disse.

Guardai fuori dai vetri. C’era il sole di maggio che è un sole particolare. Ci sono le gardenie, appunto, che fioriscono ai fiorai ma non riesci mai a farle fiorire tu in casa, e nelle aiuole lungo il mare i pitosfori hanno lo stesso odore delle gardenie, e anche le magnolie avrebbero lo stesso odore se non le avesse rovinate l’inquinamento.

“Senti, che ci vuoi fare” dissi. “Siamo ancora insieme” dissi.

“Non è una gran risposta” disse Elena. “Certo che siamo ancora insieme” disse. “E’ per questo che tu hai delle responsabilità e non dovevi rifiutarle andandotene in pensione” disse.