Lo scrivere, per me, è sempre stato un ostacolo. Alle scuole elementari, trovavo facile scrivere brevi poesie: poche parole con qualche rima. Ma i temi proprio no: niente mi sembrava abbastanza interessante da essere scritto. Questo no, quello no… finché la mente non si svuotava e, a maggior ragione, potevo pensare di non avere nulla da scrivere. Anche alle scuole medie ogni compito in classe d’italiano era per me un piccolo dramma. Dalla scuola professionale in poi, nessuno più mi chiese di scrivere temi e il mio rapporto con la scrittura si chiuse completamente… fino a due anni fa.
Iniziai a frequentare il laboratorio di Sapori Letterari per disinformazione. Un’amica mi parlò di incontri di scrittura creativa a cui partecipava il sabato pomeriggio in biblioteca. Le dissi “vengo anch’io!” senza sapere di cosa si trattasse effettivamente: pensavo che avrei trascorso qualche ora seduta ad ascoltare qualcuno che con la scrittura ci sapeva fare. Certamente contavo di poter imparare qualcosa.
Meraviglia, stupore, calore, sono le sensazioni che ricordo di aver provato quel primo pomeriggio e che continuo tutt’oggi a sentire.
Meraviglia, nell’ascoltare quello che gli altri avevano scritto, non solo nei compiti a casa, ma anche nel breve spazio di 20/30 minuti disponibili durante l’incontro.
Stupore, perché anch’io riuscii a scrivere un breve racconto.
Calore, perché trovai l’accoglienza di Loredana e la passione con cui gli altri condividevano questo interesse, tanto piacevole da volerne prendere parte.
Ascoltando gli altri, mi ritrovai pian piano ad imparare senza che nessuno mi dicesse come fare. Il cibo come filo conduttore mi è stato d’aiuto. Quando davanti a un foglio bianco pensavo che non sarei riuscita a scrivere nulla, sfogliavo una rivista di cucina e… una foto, una ricetta, bastavano a farmi venire quell’unica idea che serve per partire: tutto il resto, poi, viene da sé.
Ancora oggi non scrivo in modo fluido e spontaneo: l’inizio è sempre uno sforzo. Mi dico “devi fare il compito!” e ogni volta rimando fino al giorno dell’incontro. Posso presentarmi anche a mani vuote, certo, ma la sfida è con me stessa.
Qualche anno fa mi sono ripromessa di imparare a fare le cose che ho sempre considerato difficili e, con l’aiuto di questo gruppo, la scrittura diventerà facile anche per me.
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Loredana Limone








