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Io scrivo noi scriviamo

Sapeva già scrivere, Monia Farina, una delle più promettenti autrici di Sapori letterari, nonché vincitrice del concorso "Le Buoneparole" 2007? Sìììììììììììììììì. Ma ecco quale fu la spinta iniziale.

Sapevo già scrivere.
Sapevo già scrivere?
Certo, nel senso che i temi a scuola li facciamo tutti, che il Liceo Classico ti educa a scegliere bene le parole, poi questa attitudine ti resta appiccicata addosso, per tutta la vita.
Ma non mi fermavo a questo.
Per matrimoni, compleanni, le feste comandate e tutte quelle inventabili, mi dilettavo a comporre piccoli racconti. E giù con la novella di Natale, la fiaba per il matrimonio dell’amica, le frasi buffe per sollevare il morale alla zia che non vuol compiere gli anni…
Qualche tentativo di concorso letterario, fotocopie venute male stampate e spedite a mie spese, con relativi inviti a festeggiare il vincitore (sempre qualcun altro ovviamente) in paesi che nemmeno ci sono sulla cartina.

Poi arriva un periodo buio della vita, di quelli che capitano, e ti sbattono sull’asfalto a sentirne l’odore e l’appiccicaticcio di quando fa caldo. Le giornate senza senso in cui ti alzi e ti chiedi perché farlo.
E la risposta non arriva.
Mai.
Fino al punto che ti consigliano un dottore, ma uno bravo. Però è estate e gli studi professionali sono già chiusi. Ma in qualche modo ce la fai, ed arriva settembre. Intanto ci hai pensato su, e forse è ora di prenderti cura di te, tornare a quello che ti appassionava, che ti faceva volare le giornate.

Un pomeriggio vai in biblioteca, a Cernusco, a fare la solita super-scorta di libri. Ne hai presi otto, che dureranno le solite due-tre settimane. Ti guardi intorno e vedi un annuncio in bacheca, dice se ti piace scrivere - certo che mi piace - che ci sarà un corso di scrittura – e questo mi interessa – al sabato – tanto non ho di meglio da fare se non piangere - il titolo sarà Sapori letterari, tenuto dalla scrittrice Loredana Limone.

Io non so cucinare ma sono nata in mezzo al cibo, letteralmente. Se di cognome fai Farina e tuo papà fa il panettiere è inevitabile!
Credo di poter partecipare, o almeno ci proverò.

Così mi butto. Nel primo incontro Loredana ci chiede di raccontare di un cibo legato ai nostri ricordi, come le madeleine per Proust. Inizio a scrivere di me, del pane, non mi viene in mente niente altro.
Al laboratorio si parla di sé, ci si racconta dal profondo, ci si mostra negli aspetti più delicati, più vulnerabili. Si scrive di cibo e di emozioni. Poi a casa si fanno i compiti, cioè si scrive, ma si cucina, anche. La volta successiva si portano i racconti e le pietanze preparate con tanta cura, per sottoporle al palato e al giudizio dei compagni di corso.
Un giorno, la nostra guida gastroletteraria ci chiede di provare a fare il pane e poi scriverne.
Il pane, di nuovo. Mi segue. Mi accompagnerà per tutta la vita, ormai!
Le emozioni affiorano e tornano da un passato remoto che credevo sotterrato. Scrivo quasi piangendo e piangendo lo leggerò ai miei compagni di corso.

Passano i sabati, e le torte e i racconti; i rapporti si cementano e la scrittura di tutti si fortifica in qualche modo misterioso. Lo sviluppo avviene naturalmente: come un lievito, il seme dello scrivere si è ormai insediato e germina, senza che nessuno insegni niente.

Arriva il tempo di altri concorsi letterari, cui partecipo ancora, come per gioco. Uno lo vinco addirittura. Le celebrazioni avvengono con una grande festa mangereccia, insieme a tutta la mia chiassosa famiglia, riunita ed orgogliosa di avere uno scrittore fra i suoi componenti.
E’ il tempo dei contatti con chi lo scrittore lo fa di mestiere, e addirittura mi propone di collaborare. A tempo perso e per “la gloria”, ma vuoi mettere la soddisfazione.
E l’anno scorso, dopo molti contatti a vuoto, il nostro lavoro in Biblioteca diventa finalmente un libro vero, edito dalla casa editrice Terra Ferma. “Sapori letterari” era il nome del nostro laboratorio. Ora è un titolo, un oggetto concreto. Si inizia tutti insieme la campagna promozionale.
Anche qui “per la gloria” anzi per beneficenza, ma vuoi mettere la soddisfazione!
Ognuno di noi ha contribuito al libro con un racconto, che parlasse anche di un cibo e ne riportasse la ricetta.

Se cercate bene, nell’indice trovate Monia Farina, con la ricetta… del pane!

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