Chi non l’ama?

Chi non ci farebbe un peccatuccio, anche quando è vietato? Chi non l’ha fatto, anzi?

No, non sto parlando di una bellissima mannequin o di un’attrice sensuale. E nemmeno del vicino di casa che, più diventa brizzolato, più è affascinante.

No, non sto parlando di una bellissima mannequin o di un’attrice sensuale. E nemmeno del nostro vicino di casa che, più diventa brizzolato, più è affascinante.

Sto parlando di qualcosa di diverso. Di qualcosa di più. Di lei: sua eccellenza la nutella®!

Non basterebbero pagine e pagine per descrivere le sensazioni che ingenera la nutella®, e infatti nessuno le scrive. Scrivono invece dei golosissimi ricettari che sono molto più piacevoli e utili.

Come quello di Paola Balducchi che s’intitola Cucinare con la nutella® (Newton Compton Editori): Trecento semplici e originali ricette per scatenare la fantasia e sollecitare il palato, recita il sottitolo.
Trecento. Scusate se è poco!

Ma non solo ricette, c’è anche un po’ di storia, che fa ugualmente gola.
Fu nel retrobottega del laboratorio della pasticceria fondata ad Alba nel 1944 da Pietro Ferrero che nacque la nonna di quella che sarà la novità rivoluzionaria degli anni della ricostruzione nel nostro paese, nonché una delle specialità dolciarie attualmente più famose a livello mondiale: la nutella®.

All’inizio si chiamava Giandujot, poi Supercrema Gianujot e, infine, nutella® quando si verificarono validissimi presupposti per esportarla.
Perché questo nome?
Si pensò alla materia prima, la nocciola, tradotta in inglese nut, si pose la desinenza ella che mette allegria ed ecco la nutella®, un prodotto che è diventato un mito.

Nata per essere spalmata sul pane, ancorché il più delle volte finisce per essere gustata senza pudore a cucchiaiate, la nutella® è sicuramente un validissimo ingrediente per svariatissime preparazioni che vanno da biscotti a budini, da ciambelle a creme, da frittelle a macedonie, da krapfen a frullati, da mousse a meringhe, da panini a pasticcini, da semifreddi a torte a profiteroles, a vol-au-vent… per non dire com’è buona col caffè, con la frutta o addirittura sulla pizza!

Qualcuno la usa per coccolarsi, qualcuno come condimento per la pasta; chi per salvarsi dalla depressione o per fugare la tristezza. Ma ci sono anche quelli che la usano per farsi delle maschere o in momenti di dolcissimo erotismo.
E voi come/dove la preferite, la nutella®?

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Commenti dei lettori

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  • Giu64

    19 Jun 2009 - 16:17 - #1
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    Io la preferisco dappertutto, purché sia la NUTELLA ORIGINAL!!!!!!!!
    Ciao da Giulio Nutella Fan

  • Norma

    19 Jun 2009 - 17:08 - #2
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    Difficile per chi viene della “Terra del Dulce de Leche” (sarebbe la crema mu)parlare della Nutella però diciamo che quest’idea di:”in momenti di dolcissimo erotismo” è da non lasciar perdere!!!

  • luciana na-no

    19 Jun 2009 - 19:22 - #3
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    Nutella, per me, significa cercare una nicchia, per creare un momento tutto mio, magari nascosta agli occhi dei figli ai quali raccomando di non eccedere con la cioccolata. Io, invece, quando trovo l’angolo ‘giusto’, apro il barattolo grande della Nutella, vi immergo il cucchiaio (non un cucchiaino, n.d.r.)riempendolo a dismisura per portare finalmente alla bocca quella delizia che mi rallegra il cuore. Chiudo gli occhi, spalmo sul palato la crema morbida per gioire del momento dolcissimo, e infine la lascio scendere mentre già mi approprio del cucchiaio successivo. Questo è Nutella per me. Un’atmosfera tutta mia, un momento solo mio, da gustare in solitudine prima di tornare alla vita frenetica di sempre.

  • Anonimo

    20 Jun 2009 - 14:50 - #4
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    La Nutella è un ricordo, vivido, un posto nascosto dietro una sfilza di volumi di Chirurgia con cui non esisteva affinità alcuna. Forse solo una rimozione, un lapsus significativo. Un posto solo comodo, raggiungibile dal comodino. Niente posate solo dita succulente, preferibilmente d’inverno. Perché Sara d’estate andava al mare, a Forte dei marmi, tra la borghesia bene ed io lì non trovavo posto.

    Ma l’inverno era diverso, Sara frequentava le lezioni, poco, molto la biblioteca, moltissimo il bar di Piazza San Marco e li consumava le sue tragedie amorose. Una vita semplice e scomoda, casa università bar rapporti d’amore fraudolenti e rapidissimi. Una vita tutto sommato tragica.

    .Io aspettavo, aspettavo che suonasse alla porta per raccontarmi la sua ultima delusione, circa una al mese. Aspettavo che si liberasse dei libri, dei vestiti e si infilasse nel mio letto, Ascoltavo paziente le sue lacrime, le sue storie tragiche ma identiche; non mi sono mai chiesto niente; spostavo i libri di Chirurgia, infilavo il dito nella Nutella e poi in altro, scoprendone un insospettabile potere lubrificante. C’era chi sosteneva che avesse un potere anticoncezionale sicuro…

    Prima di richiudere con cura il coperchio del barattolo sospiravo: “Che viva Nutella!!!” tanto per dare un contenuto decoroso alla cosa. Ricominciava l’attesa…

  • MASSIMILIANO

    23 Jun 2009 - 12:01 - #5
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    DAPPERTUTTO!!

  • zio me

    28 Jun 2009 - 14:30 - #6
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    dove capita!!!!!!
    anke nella pasta!!!

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