C’era una volta una giovane donna che faceva l’impiegata in un’agenzia di assicurazioni. Anche se i suoi clienti la reputavano brava e capace, e a casa aveva un marito e un figlio meravigliosi, era molto insoddisfatta e annoiata.
Un bel giorno in agenzia entrò una fata buona sotto le sembianze di una cliente di vecchia data, che le chiese con cortesia se avesse potuto esporre in vetrina un volantino pubblicitario. L’impiegata incuriosita, le chiese di cosa si trattasse, subito la fata cominciò a spiegarle che di li a poco presso la biblioteca del paese, sarebbe cominciato un corso di letteratura gastronomica e che lei ne era l’organizzatrice.
“Un corso di che??” rispose lei con un tono ancora più incuriosito. La cliente chiarì che non sarebbe stato un corso di cucina come alcuni avevano inteso, ma di scrittura creativa dove il cibo sarebbe stato il protagonista. L’impiegata, dopo aver acconsentito con piacere ad esporre la locandina in vetrina, disse che avrebbe senz’altro partecipato con entusiasmo al suo corso.
Purtroppo, con suo gran dispiacere, il giorno stabilito per il primo incontro non poté essere presente, ma si premurò di contattare la cliente per avere informazioni in merito alla data successiva, ormai aveva deciso, avrebbe frequentato il corso a tutti i costi!!
Finalmente arrivò il giorno tanto atteso e dopo tanti anni entrò nuovamente in una biblioteca, con un po’ di timore entrò nella saletta dove si erano già accomodate diverse persone, salutò e si presentò. Loredana, questo era il nome utilizzato dalla fata, dopo aver stimolato qualche chiacchiera per rompere il ghiaccio rispiegò lo scopo del corso: avrebbero utilizzato il cibo come spunto per creare racconti, poesie e quant’altro. “Scrivere?” pensò lei, “proprio io che a scuola odiavo fare i temi!”, comunque ormai si era messa in ballo e decise di non tirarsi indietro.
Il primo compito affidato per casa fu “Il sapore dei ricordi”, dopo diversi minuti passati davanti al computer con il classico panico da foglio bianco, improvvisamente il profumo del caffè appena preparato dal marito le fece riemergere alcuni ricordi legati alla sua infanzia ed ecco che le parole cominciarono a sgorgare da sole come se non avesse fatto altro fino a quel momento.
Il legame con il cibo aveva fatto la magia e ad ogni incontro si accorgeva che le cose venivano sempre più naturali. Le si era aperto un nuovo mondo! Lei adorava leggere e il suo passatempo preferito fino a quel momento era trovare e provare nuove ricette o ingredienti insoliti, la cosa migliore quindi era che in questo corso i suoi due hobbies preferiti, potessero fondersi in uno, rendendo la scrittura entusiasmante e inaspettatamente semplice e familiare.
La parte del corso che più le piaceva era il momento in cui ogni partecipante a turno leggeva il proprio racconto, ce n’erano alcuni divertenti, altri molto toccanti ispirati magari a vicende personali, alcuni profondi e ricchi di parole inconsuete, altri altrettanto gradevoli seppur scritti con più semplicità. Ogni volta che qualcuno finiva di leggere, tutti erano istintivamente stimolati a fare un commento, un complimento o magari una critica ma sempre fatta senza cattiveria o presunzione, ma con il semplice scopo di dare un consiglio costruttivo per aiutarsi a vicenda a rendere più gradevole il proprio modo di scrivere: un uso migliore della punteggiatura, qualche dettaglio in meno o magari il suggerimento di invertire dei paragrafi per aiutare il testo a scorrere meglio.
Da allora, sono passati diversi anni e, tranne una pausa obbligata dovuta all’arrivo della secondogenita, la giovane donna ancora oggi frequenta quel corso, anche se non sempre due figli e un marito lo rendono semplice.
La fata buona però aveva in serbo ancora una grande magia e dopo aver combattuto contro ogni genere di avversità, recapitò a tutti i partecipanti un messaggio con il quale annunciava l’uscita di un libro contenente il meglio della loro produzione e ne anticipava la splendida copertina.
Fu in quel momento che la giovane donna capì che grazie a questo corso era davvero cambiata imparando ad apprezzare meglio la scrittura e ancora di più la lettura, a mettersi in gioco senza problemi e ad esprimersi in modo più appropriato anche verbalmente e questo perché la forza motrice di tutto era un argomento a lei familiare: il cibo, e fu sinceramente grata a quella donna che entrando nella sua agenzia tanti anni prima le aveva permesso di conoscere questo nuovo mondo e comprese che non poteva che essere la sua buona fata.
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Loredana Limone








