Quando hai iniziato a scrivere?
Quando frequentavo la scuola elementare, come alunna e non come maestra che sono poi diventata, ho scoperto poco alla volta che scrivere mi procurava un gran piacere. Purtroppo non era lo stesso per la mia insegnante che, seppur molto simpatica, non apprezzava affatto i miei fuori tema! Ripensandoci adesso e soprattutto rileggendo i miei quaderni di lingua, capisco che ciò che scrivevo era spesso qualcosa di diverso dal titolo. Cioè partivo bene ma poi perdevo la rotta ed inventavo un sacco di storie sulla mia famiglia davvero poco credibili. Comunque il primo atto di scrittura libera è stata una poesia molto ironica su una contadina che a fine lavoro si concede un bel bicchierone di vino, facevo la quarta elementare.
I tue pargoli hanno ereditato questa passione?
Mio figlio maggiore, Edoardo, ha certamente ereditato la mia passione, in tre giorni ha letto Zanna Bianca, io tentavo di fermarlo dicendogli che non era obbligatorio terminarlo in quanto alla sua età l’avevo trovato tristissimo, il secondo, Eugenio, che ha sei anni per ora guarda i libri con sospetto ed anzi quando vede un regalo incartato di forma rettangolare urla “Mamma sarà mica un libro!”. Bell’inizio no? La terza figlia è in arrivo dall’Etiopia con l’adozione ed ha un anno ma nella sua cameretta ci son già tanti bellissimi libri che attendono il suo arrivo previsto per novembre,. Non vedevo l’ora di comprare qualche bel racconto di principessa dopo tanti di camion e robot!
LA RICETTA PERFETTA (EFFATA’ EDITRICE – Collana “i Gessetti”), il tuo ultimo libro, parla di un personaggio ricorrente nelle fiabe classiche: una bambina orfana di mamma. 
La bambina orfana di mamma è in realtà un personaggio che si ispira ad un bambino che ho realmente conosciuto. Per molto tempo dopo averlo conosciuto ed accompagnato per alcuni anni nella sua crescita mi è rimasto nel cuore, e quello di scrivere qualcosa per lui, e per quei bambini che come lui perdono presto un affetto così importante da piccoli, mi sembrava un modo per aiutare noi grandi a parlare di un argomento che ci fa paura. In questo caso il libro può essere un tramite per affrontare l’argomento con bambini di diverse età. Parlando della morte si scoprono idee e pensieri profondissimi ed intimi.
Perché proprio a un cavallo hai affidato la responsabilità di decidere se la signora Alma deve o no esaudire le richieste delle sue clienti?
Gli animali mi sono sempre piaciuti moltissimo, ogni tanto nella mia vita quando un gatto o un cane o una giraffa mi ha guardato negli occhi ho avuto la netta sensazione che conoscesse tutti i miei segreti! Credo sia importante passare il messaggio ai bambini che tutti gli esseri viventi possiedono una vita interiore, dei sentimenti e delle capacità che noi sottovalutiamo perché non comprendiamo appieno.
Qual è la tua ricetta perfetta, quella che fuga la tristezza, allontana il malumore, ti apre al sorriso?
La mia ricetta perfetta è quella che mi infonde l’ispirazione per un nuovo racconto. Infatti non oso mettermi al computer senza aver prima addentato qualcosa di succulento. Ogni volta è qualcosa di nuovo, una fetta di torta, un pane tostato con la marmellata e la cioccolata insieme, un pane fatto con tanti piccoli ripieni dolci e salati (noci, uvetta, formaggio, e tutto quello che ci sta bene insieme e che scovo nella credenza).
Ci dai anche la ricetta del piatto che preferisci?
Qui potrebbe risponderti in coro la mia famiglia: “Lasagne!”
Le lasagne della mia mamma, sono il mio piatto preferito , la ricetta non la so e non la voglio sapere dato che mi piace immaginare ci siano ingredienti segreti! Come le fa lei le lasagne non le fa nessuno e quando me le prepara faccio davvero una bella scorpacciata.
Che ci dici della tua collaborazione con Enrica Corso, l’illustratrice dei tuoi libri?
Con Enrica Corso siamo prima di tutto amiche, o meglio eravamo colleghe di scuola, poi siamo diventate amiche ed ora siamo quasi parenti dato che sono la madrina di uno dei suoi gemelli. Con lei lavoriamo gomito a gomito, appena mi viene un’idea per un racconto gliela riassuno e già pensiamo a caratterizzare i personaggi. Le racconto come li immagino e lei mi propone delle stoffe o della carta colorata, io non so bene cosa ci farà ma le dico se centra o meno, cioè se si sposa con l’idea che mi è nata in mente. Quello che caratterizza i nostri incontri sono i pranzi che generalmente li precedono. Prima condividiamo il pane e poi le idee. Mi piace tantissimo la tecnica mista che usa, collage, matita grassa, acquerello etc… dopo esser stata alla famosa scuola Sarmede per un corso di illustrazione Enrica ha affinato le idee ed è cresciuta moltissimo!
Figli permettendo continueremo a scrivere ed illustrare.
Il primo racconto che abbiamo pubblicato insieme è stato “La più brutta del reame” è una bella storia di una principessa decisamente fuori dal comune, ma non ti scrivo altro così magari ti vien voglia di leggerlo. Ora stiamo lavorando ad uno splendido cartonato che uscirà per Natale, è un racconto sulla Befana. Anche in questo libro il cibo la farà da padrone, il titolo sarà “Si è rotta la scopa volante di una Befana un po’ stravagante!”.
Ti ringraziamo della simpatia e per ora ti lasciamo con un saluto saporito almeno quanto le tue risposte, cara Simona, nell’attesa di leggere gli altri tuoi deliziosi racconti.
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Loredana Limone








