Peccati di gola senza tempo

La buona tavola secondo il Medioevo

I gamberi abbinati all’uva passa e i porri alle mandorle.
I fichi farciti con le noci prima di essere fritti nell’olio.
In tavola, vini del Chianti e Malvasia.

I palati esigenti apprezzeranno L’invito alla mensa del mercante del Trecento, titolo che incornicia il libro scaturito dalle ricerche su documenti storici conservati a Palazzo Davanzati, a cura di Rosanna Caterina Proto Pisani, edito da Polistampa (italiano/inglese, pp. 48, euro 6).

Da poco nelle librerie e dal 24 agosto 2009 anche nei supermercati toscani, luogo ideale per questa “cucina del tempo che fu” in pillole, dove alle pagine con ricette si alternano informazioni sulle abitudini dell’epoca.

Il tutto illustrato dalle immagini di opere d’arte di Lorenzetti, Buonisegna, Cennini e altri ancora e dalle riproduzioni e trascrizioni di originali ricette manoscritte, dove figurano la porrata bianca, i pollastri affinocchiati, la torta di gamberi e i fichi ripieni.

La pubblicazione rappresenta un’agile sintesi del materiale elaborato nel periodo 1980-1990 dalla Sezione Didattica della Soprintendenza fiorentina diretta da Maria Fossi Todorow in collaborazione con Mina Bacci, Chiara Baldasseroni, Maria Paola Masini, Maria Luisa Selvi e Cristina Valenti.

Il risultato è la cucina medievale che tutti si aspettano: un trionfo di gusto agrodolce e colesterolo, davvero degno di essere chiamato peccato di gola.


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