
La malinconia accompagna il poeta da mane a sera; immagini come quadri, o come fotogrammi, escono dalla sua memoria per poggiarglisi sul cuore.
O forse, nella sua straordinaria capacità di evocatore d’ immagini, Corrado Govoni gioca ad incastrare le figure e la musica e i rumori e le preghiere e i colori e i sapori…
Come un frutto maturo cade il giorno.
Dal ponte che cavalca il fiume suona un corno.
Con uno strepito di gran cascata
un treno fora il vuoto su la via ferrata.
I rumori pel silenzio stenografo
sfuman come figure d’un cinematografo.
Il vento studia da flautista.
Il cielo è svolto simile ad un trasformista.
L’acqua che corre corre al mare
si tinge il viso di lillà crepuscolare.
Dentro, le case mirano a la riva
la loro immagine che sembra fuggitiva.
In una barca piena di legumi
mentre le case sbocciano dei bianchi lumi,
una donna con una guasta ventola
incita il fuoco sotto la sua vecchia pentola.
Poesia tratta dall’antologia:
Corrado Govoni, Poesie (1903-1959), a cura di G. Ravegnani, Mondadori, 1961.
——————————————————————————————
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi essere sempre aggiornato, inviando una semplice e-mail a: letteraturagastronomica@supereva.it puoi iscriverti gratui- tamente alla NEWSLETTER DELLA GUIDA DI LETTERATURA GASTRONOMICA.

Loredana Limone








