Labbra di ciliegia

Purtroppo non sempre l’amore è ricambiato: a volte è una girandola di cui non si riconosce il gusto.

Anche i grandi, purtroppo, fanno come i bambini che dicono “non mi piace” senza neanche assaggiare ciò che viene loro offerto.
Scagli la prima pietra chi non ha provato il fatale gioco, biasimevole ma inevitabile, di rincorrere chi non l’amava e di fuggire da chi gli offriva un sentimento che… forse… chissà…
Chissà cosa ci siamo persi!

Non lo sapremo mai.
Ma sicuramente, là dove l’anima non finge, riconosciamo di aver rimpianto, almeno qualche volta, il fiore che non sapemmo cogliere, il frutto che non volemmo addentare.

A questo proposito Federico García Lorca (che pare di capire non fosse alieno da tutto ciò) ha composto una poesia che ha intitolato Canzone.

 
E io ti baciavo
senza rendermi conto
che non ti dicevo:
Labbra di ciliegia!

Che gran romantica
eri!
Bevevi aceto di nascosto
della nonna.
Tramontasti come
un gelsomino di primavera.
E io ero innamorato
di un’altra. Vedi che pena?
Di un’altra che stava scrivendo
un nome sulla sabbia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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