
Dal modo in cui una persona mangia, si può capire come ama e come si comporta a letto, lì dove la carne può avere il sapore di un frutto agrodolce, dove l’amore può diventare cibo per i dannati, dove non importa quale sia il delirio: se voglia di puro amore, se brama carnale. Conta l’incondizionato, lo sfrenato desiderio di piaceri sessuali. Come in questa girandola verlainiana di
- L u s s u r i e
Carne, o solo frutto addentato dei giardini di quaggiù
frutto dolce-amaro che impasta i denti di chi è solo
degli affamati di solo amore, bocche o gole,
e buon dessert dei forti, loro allegro desinare.
Amore! Sola emozione di coloro cui l’orrore
di vivere non commuove, Amore, che stritoli
sotto le tue mole gli indugi di libertini e ritrose
per il cibo dei dannati che scelgono i sabba,
Amore, tu m’apparisti a volte come un buon pastore
di cui sogna la filatrice seduta presso il focolare
le sere d’inverno, al calore di un chiaro sarmento,
ed è la Carne quella filatrice, e l’ora è giunta
che il sogno avvolgerà la sognatrice; ora santa
o no! Che importa al vostro delirio, Amore e Carne?
(Paul Verlaine)
Immagine: “Despues de morder”, Oleo 100 cm x 100 cm, dell’artista Norma Trogu (ved. link correlato), che ringrazio per la gentile concessione.
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Loredana Limone








