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Matrigne di ieri e di oggi

Ampio spazio è sempre stato dato nelle fiabe alla figura della matrigna.

La negriera di Cenerentola, la taccagna di Hansel e Gretel, e tante altre tutte accomunate da egoismo e cattiveria (forse troppo!). Ma sicuramente quella che ha maggiormente e sfavorevolmente impressionato la nostra fantasia di bambini è la vanitosa (ricordate lo specchio delle sue brame?), crudele (ricordate che ordina al guardiacaccia di ucciderla e di portarle in suo cuore come prova?), orrifica (ricordate in quale mostruosa stega si trasformò) matrigna di Biancaneve.

Certo, in un’epoca di famiglie allargate come la nostra, le cose sono giocoforza cambiate e già il mero termine matrigna è tenuto alla larga: si parla della fidanzata di papà o della nuova moglie di mio padre, che rispetto a chi le ha precedute nelle fiabe si pongono sicuramente su un altro piano.
Però se la forma è cambiata, purtroppo a volte la sostanza non lo è.

Lo sanno bene la bionda Alice, la sgobbona Molly e l’indiana Reena che, chi per un motivo chi per un altro hanno dovuto subire che il loro padre unisse la sua vita a quella di un’altra donna e a causa di ciò sono finite in collegio.
Un collegio prestigioso, certo: stiamo parlando nientedimeno che del famoso Putnam Mount McKinsey, ambitissima scuola del Massachuttets. Ma anche qui: cambia la forma e non la sostanza.

E’ per vendicarsi della loro Matrigna Incredibilmente Catti- va che le tre, diventate amiche dopo qualche iniziale incom- prensione, fondano Il Club delle Mele Avvelenate (Rizzoli). E lì, dalla strepitosa, spiritosa penna di Lily Archer vengono fuori le loro avventure: tenere, divertenti, un po’ diaboliche. Ma soprattutto le tre ragazze elaborano un superpiano - battezzato Piano di Vendetta - finalizzato a distruggere le nemiche.

Riusciranno Alice (che intanto trova l’amore), Reena (che invece non è ricambiata dal professore di letteratura) e Molly (che, felice di avere finalmente due amiche vere pensa di aggiungerne una terza… ma bisognerà vedere se può entrare nel club perché il suo problema non è la matrigna, ma un patrigno) a tenere in mano la mela avvelenata e fare in modo che siano le loro matrigne a inghiottirne il veleno?

Staremo a vedere come andrano le cose quando torneranno a casa per le vacanze del Giorno del Ringraziamento. Intanto, godiamoci questa simpatica lettura per ragazze, ragazzi e… per chi non lo è più (matrigne e patrigni inclusi).

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