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Risotto giallo con ossobuco

Anche quest'anno per GialloMilanese, il concorso che la casa editrice ExCogita ha escogitato (mai termine fu più appropriato), si sta avendo un'accesissima sfida a colpi di racconto presso il Circolo Arci 50 di Via Benaco 1, a Milano. La nostra Guida ha avuto l'esclusivo piacere di pubblicare uno dei due testi che hanno superato gli ottavi di finale lo scorso 15 ottobre 2009: "Risotto giallo con ossobuco", di Sandra Faé, la simpaticissima autrice che ci sorride dalla foto, che ha ottenuto 143 voti (136 della giuria popolare + 7 dell'arbitro), passando così alla fase successiva. La sua prossima sfida è prevista per giovedì 5 novembre 2009.

Ho perso il mio diario segreto.
Non è proprio un diario, è un’agenda della banca e non è neppure così segreta; la lascio sempre in fondo al cassetto del tavolo della cucina, quello che mio marito non apre mai, ma potrebbe, per sbaglio, cercare qualcosa tra la tovaglia e il mestolo e lo troverebbe. Per lui i pasti, il bucato stirato e tutte le altre incombenze domestiche si materializzano grazie ad una divinità scesa in terra per servirlo.
Mi capita piuttosto di frequente di portarla con me, in borsa, quando esco e prevedo di rimanere fuori casa a lungo; come quel giorno, e così non è corretto dire che l’ho persa, in verità l’ho dimenticata da Lavinia, mia cognata, la moglie del fratello di mio marito, la moglie del mio amante.
Come ho potuto?
Ero da lei, e mi ha chiesto una ricetta, miracolo!, giusto quello che avevo attaccato alla pagina delle distanze chilometriche tra le capitali europee: il vero risotto giallo alla milanese, con osso buco. Gliel’ho data con gaudio, di solito è lei l’ottima cuoca. Lavinia è perfetta in tutto. I capelli le stanno a posto anche sotto il diluvio, è bella, di gran classe, un giro di perle al collo di cigno. Un filo di trucco, un filo di tacco e altre banalità del genere.
Io aggiungerei anche un filo di cervello, comunque i suoi figli sono dei campioni a scuola e nella vita, studiano pianoforte, danza e il maggiore è già laureato summa con laude. I miei figli consegnano pizze, hanno i capelli da rasta, ma sono tanto simpatici. Lavinia non si scompone, non alza la voce, non si arrabbia mai; be’ quasi mai, forse questa volta dirà “porca paletta!!”, sua massima espressione di sdegno.
La conosco da sempre e la odio ancora da prima. Avevo dodici anni quando si è fidanzata con Paolo, il mio amore segreto. Dieci anni dopo ne ho sposato il fratello minore, dopo quindici ne sono diventata l’amante.
Adesso ho 38 anni, Paolo 53 e una donna più giovane, allegra, seppur con scarpe da ginnastica e gonne troppo corte, gli piace molto di più di una rassicurante ma noiosa bambola.
Noi quattro siamo cresciuti insieme, nello stesso quartiere, ma io sono sempre stata la più piccola, e di parecchio. Non ho mai guardato nessun altro, i coetanei erano insignificanti, gli attori distanti e ho consumato la mia età più verde in sospiri alla finestra.
Forse vi state chiedendo perché non ha sposato me. A 27 anni avreste guardato un’ adolescente che giocava a nascondino nelle cantine del rione?
Per Paolo sono sempre stata una simpatica “Giamburrasca”, anche carina, ma all’epoca molto giovane, e, più avanti negli anni, non è riuscito a sottrarsi al fascino di “Miss Perfezione”, e ho capito che non l’avrebbe mai lasciata.
Al loro matrimonio piansi, ma erano lacrime di disperazione, non di emozione.
Qualche anno più tardi Gianni, il fratello minore, quello pigro, iniziò a corteggiarmi. Io avevo continuato a frequentare la loro casa, e quando lui mi diede il primo appuntamento pensai che se mi avesse sposata, nessuno avrebbe visto nulla di strano se io e Paolo avessimo avuto un buon rapporto affettuoso. Forse ci siamo spinti troppo avanti…
Gianni non sa, ma se sapesse non ne verrebbe scalfito, quando torna dal lavoro la cena e il letto sono caldi, il resto non conta.
Il nostro secondogenito è il figlio di Paolo, ne sono certa. Ma Paolo e Gianni si somigliano molto, quindi il viso del mio bambino non rappresenta una minaccia.
Maledetta me!
Il mio moto d’orgoglio nel mostrare la ricetta, mi ha fatto lasciare il diario sulla credenza. Lavinia magari non lo guarda neppure, forse lei sa essere discreta. Ma se dovesse caderle l’occhio su qualche pagina … saprebbe che la cognata ha un amante, già di per sé la cosa è grossa, ma se dovesse leggere bene, allora capirebbe di chi si tratta.
Panico!
Il diario racchiude tutti in nostri appuntamenti. La cronaca dettagliata dei nostri incontri segreti nei motel, i week end rubati, le fughe improvvise. Ma soprattutto i miei pensieri nefasti nei confronti di Lavinia. Immaginavo i titoli sui quotidiani :
“Autista pirata non rispetta lo stop, madre perfetta muore su colpo!”
“Un pazzo spara sulla folla, cinquantenne in fin di vita!”
Immaginavo il titoli sui quotidiani, e li annotavo pure …
Sto scrivendo sul blocco della spesa, mentre il ragù brucia sul fornello… la casa si riempie di un odore molto tipico quando cucino io.
I ragazzi sono al campeggio con gli scout, mio marito non lo so.
Suona il campanello.
Un profumo di violetta si mischia alla puzza.
Mia cognata entra; è impeccabile, indossa un tailleur rosino e mi fissa.
“Credo che tu abbia qualcosa sul gas …”
Ho pensato di spegnere e non l’ho fatto!!!!
Mi volto e mi dirigo verso il cucinino.

* * * * *

Qualcosa di molto pesante colpisce Francesca alla nuca.
Lavinia trascina il corpo rantolate della cognata lontana dalla sua vista. È uno spettacolo troppo raccapricciante per lei.
Appoggia il posacenere di granito macchiato di sangue sul tavolino ingombro di fogli. Va in camera, Francesca è, ma forse sarebbe stato meglio dire era, una vera disordinata. Trova subito quei pochi gioielli, la pelliccia, che per sciatteria la cognata non ha mai portato alla custodia estiva, e caccia tutto in un sacco dell’immondizia che ha preso dal ripostiglio.
Sembrerà un furto. Scardina la porta con la chiave inglese, sempre indossando i guanti di filo.
Francesca non emette più alcun verso.
Lavina lascia l’appartamento senza voltarsi indietro. S’infila in auto sorridendo; non l’ha vista nessuno, il portiere era già andato via. È ancora in tempo a preparare la cena, si, cucinerà di sicuro il vero risotto giallo alla milanese, con ossobuco.

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Sandra Faé ha 40 anni (chi glieli darebbe mai?), è felicemente sposata, ha una sorella gemella e lavora in un’agenzia doganale. Scrive da sempre e ha pubblicato diversi racconti in antologia a seguito di concorsi. Attualmente sta frequentando l’ennesimo laboratorio di scrittura.
Ha pronto un romanzo “Sognando la Villeggiatura” che è stato da poco insignito di un premio speciale al concorso Delitto d’Autore, mentre un secondo dal titolo esilarante “Homo Bastardus” è in fase di revisione. Per entrambi Sandra è in cerca di un editore, che le auguriamo non tardi a farsi avanti, anche grazie alla nostra vetrina.

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Commenti dei lettori

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  • Bruno

    28 Oct 2009 - 10:44 - #1
    0 punti
    Up Down

    Complimenti Sandra,

    non ho potuto partecipare alla cena di lettura e quindi non ho potuto “gustare” in anteprima la tua opera, comunque mi riprometto di esserci allla prossima occasione.

    Bruno (quello delle curiosità editoriali)

  • PAOLA DG

    28 Oct 2009 - 23:28 - #2
    0 punti
    Up Down

    Volevo semplicemente dirti: complimenti!!!
    IN BOCCA AL LUPO X IL 5 NOVEMBRE 09
    IO, SALVI E ALESSIO FACCIAMO IL TIFO X TE!!!
    PAOLA…(LA TUA “AUTISTA SPECIALE”!)

  • Sara79

    29 Oct 2009 - 08:39 - #3
    0 punti
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    Ciao Sandra!
    E’ stato un piacere leggere il tuo racconto, divertente e sorprendente allo stesso tempo! La tua capacità di fornire al lettore in poche, precise frasi, informazioni riguardo a una vita intera è di grande insegnamento!

    Mi auguro di poter leggere altre cose scritte da te!

    A martedì!
    Sara (quella dell’oceano)