Ma novantanove sono le migliori maison di champagne che le Edizioni Estemporanee hanno scelto tra mille per l’edizione 2010 della loro guida dal titolo Le migliori 99 maison di Champagne, a cura di Luca Burei e Alfonso Isinelli.
Fare lo champagne è un’arte, un’arte antica risalente ai romani, che iniziarono la produ- zione di vino nel nord della Loira, esatta- mente in quella regione oggi conosciuta come Champagne, dove peraltro c’è – ne parlammo tempo addietro - un circuito di ben duecentoventi chilometri denominato Strada dello Champagne.
Molto inebriante, direi!
Un’altra versione della storia di questa deliziosa bevanda fa ancora un passo indietro e attribuisce l’introduzione della vite in territorio francese ai coloni greci, qualche secolo avanti Cristo.
Ma, come sappiamo, fu Dom Pierre Pérignon a dare un fondamentale apporto per la sua evoluzione.
Di certo lo champagne può essere considerato uno stile di vita che, come dice Amélie Nothomb in un’intervista rilasciata ai curatori ed inserita nella guida, tra il quindicesimo e il sedicesimo sorso rende ogni uomo un aristocratico.
Occorre naturalmente mettere cura nella scelta e nella conservazione dello champagne, ed osservare certi accorgimenti anche in merito al periodo giusto per l’acquisto, alla temperatura, all’ubicazione, eccetera, affinché esso, una volta versato nella nostra coppa o nella nostra flûte, conservi le caratteristiche che ce lo fanno amare.
Ricca anche di suggerimenti, questa guida è, dunque, utilissima sia per gli intenditori che per i neofiti.
Pratica e maneggevole, sulla base delle degustazioni effettuate dai suoi curatori e da diversi collaboratori, essa ci porta a fare il giro delle migliori maison. E, senza voler stilare nessuna classifica, come è giusto che faccia una guida e chi la commenta, racconta la storia, lo stile e i vini che ognuna produce descrivendone il carattere, oltre naturalmente a specificare quali sono gli importatori in Italia.
Ecco, quindi, che se vogliamo bere un vino imperiale, possiamo scegliere il Millésime 2002 Grand Cru Brut della Maison Marguet Père e fils di Ambonnay; se lo vogliamo feroce, un Salon 1997 della Maison Salon di Le Mesnil-sur-Oger; se lo preferiamo adolescenziale (perché no?) possiamo orientarci verso un Brut Précieux della Maison Baron-Fuente di Charly-sur Marne; se siamo di gusto delicato, un Premier Cru de la Côte des Blancs di Pascal Doquet, in quel di Vertus; se lo preferiamo tagliente (de gustibus non disputandum est), un Brut Hugues de Coulmet Blanc de Blancs di Pierre Monciut, Le Mesnil-sur-Ogel.
E se lo vogliamo anche mangiare?
Ecco una ricetta tanto semplice quanto prestigiosa:
Risotto allo champagne
(per 4 persone)
400 gr di riso, 1/2 bottiglia di champagne, 1/2 cipolla, 50 g di burro, 1/2 l di brodo vegetale, 50 g di parmigiano grattugiato, 1 cucchiaino di panna, sale.
Affettate finemente la cipolla e fatela appassire con il burro a fuoco dolce senza farle prendere eccessivo colore. Quando la cipolla risulterà morbida unite il riso e fatelo tostare per 2 minuti, rimestando. Versate 1 bicchiere di champagne e lasciate evaporare per 2 minuti sempre mescolando. Fate cuocere per circa 18 minuti aggiungendo alternativamente brodo salato e champagne via via che il riso si asciuga. Salate ancora, se necessario, quindi levate dal fuoco. Aggiungete la panna e il parmigiano, e mantecate con cura prima di servire. Nel caso il riso risultasse troppo asciutto, bagnatelo ancora con un po’ di champagne.
(Ricetta di Riso Riccò: www.risoricco.it)
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Loredana Limone








