Entro la densa lente dell'estate

Malinconia di colori, sapori, tepori? Chissà...


Di certo, questa immaginifica poesia che Sergio Solmi scrisse nel lontano (ma poi neanche tanto lontano… ch’è tutto un attimo) 1950 scalda il cuore, con il mercato brulicante di colorati frutti della terra, che per i loro colori regalano allegria all’occhio, per la loro carnosità gaiezza al cuore e per il loro gusto gioia piena ad ogni palato.

 

Entro la densa lente dell’estate,
nel mattino disteso che già squarciano
lunghi, assonnati e sviscerati i gridi
degli ambulanti, - oh, i bei colori! Giallo
di peperoni, oscure melanzane,
insalate svarianti dal più tenero
verde all’azzurro, rosee carote,
e vesti accese delle donne, e muri
scabri e preziosi, gonfi ippocastani,
acque d’argento e di mercurio, e in alto
il cielo caldo e puro e torreggiante
di tondi cirri, o bel compatto mondo.
Lieto ne testimonia, sul pianeta
Terra, nella città Milano, mentre
vaga, di sé dimentico e di tutto,
lungo le calme vie che si ridestano,
- oggi, addì ventisette Luglio mille
novecento cinquanta - un milanese.

 

In realtà, annota il poeta, milanese non più di quanto lo sia un buon terzo degli abitanti di Milano (almeno, a quanto dicevano all’epoca… oggi molto meno). Dunque “milanese” nel senso di “abitante di Milano”, con in più una punta di stendhaliano omaggio alla città che per tanto anni ha ospitato Solmi, reatino di nascita.

Da: Sergio Solmi “Dal Balcone”, Arnoldo Mondadori Editore, 1968, Collana Lo Specchio - I poeti del nostro tempo

——————————————————————————————-

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi essere sempre aggiornato,
con una semplice e-mail puoi iscriverti gratuitamente alla
NEWSLETTER DELLA GUIDA DI LETTERATURA GASTRONOMICA.

Peeplo Search

Vuoi inserire la Search di Peeplo sul tuo sito ?

Provala subito!