
“Turin tales, un caffè a Torino”.
Forse Torino non è proprio la città che più si associa al caffè, ma in questo caso si è puntato sul gioco caffè/caffetteria. Ti chiedo di spiegarci com’è nata questa iniziativa – di cui sei la curatrice - e in cosa consiste.
Si tratta di una raccolta di racconti ambientati nei caffè storici della città.
L’idea di “Turin tales, un caffè a Torino” non è mia, o meglio non è solo mia. L’artefice principale di questa iniziativa è Gianluca Polastri, che potremmo dire mi ha coinvolto in questa meravigliosa avventura, oltre a una serie di autori che hanno già pubblicato con piccole e prestigiose case editrici quali Genesi, Ananke, Robin, Colonnese, l’Angolo Manzoni, le Edizioni mediterranee, e sono stati scelti in base alle precedenti esperienze di scrittura e alla disponibilità a partecipare a un progetto, “un caffè a Torino”, che li coinvolgerà in una serie di iniziative tese a promuovere la frequenza dei caffè storici da parte dei torinesi. A questo gruppo di autori è stato affiancato anche un piccolo nucleo di esordienti, perlopiù provenienti dal gruppo di Francesco Pettinari del Circolo dei Lettori, già attivi in altri settori e generi letterari come la poesia e la saggistica.
Di cosa parlano questi racconti?
I testi inseriti nel libro vanno in alcuni casi a indagare su temi di stretta attualità e in altri si soffermano su riflessioni di carattere più universale, non perdendo, però, mai di vista il tema conduttore del progetto, che era quello di rappresentare “tipi cittadini” nel contesto dei locali torinesi, con un occhio di riguardo per i caffè storici. I nomi più importanti della tradizione della cioccolata e del bicerin ci sono tutti: da Mulassano al Bicerin, da Platti a Fiorio, da Pepino a Baratti, dal Caffè Torino ad Abrate . Altri ospiti prestigiosi, pur se non ancora riconosciuti dalla Società Italiana Locali Storici, sono il Caffè Elena o la Pasticceria Tamborini. Ci sono poi i luoghi dell’appuntamento contemporaneo come la Société Lutèce o il Bar Imperfetto.
Un’iniziativa peraltro lodevole: i proventi saranno devoluti in beneficenza.
Sì. Gli autori e i fotografi hanno deciso di devolvere i propri diritti d’autore all’A.V.O - Associazione Volontari Ospedalieri di Torino, che è molto presente sul nostro territorio con la sua opera di assistenza e aiuto ai malati.
Una panoramica degli autori?Come dicevo, quasi tutti gli autori hanno già pubblicato con case editrici torinesi, più o meno conosciute, ma tutte di grande prestigio: Sergio Boldini, Elena Bonassi, Gianpaolo Castellano, Roberta Defassi, Maristella Fantini, Serena Gaudino, Paola Insola, Arnaldo Lombardozzi, Marco Massaglia, Alfonso Mer- lo, Luciana Navone Nosari, Re- nato Priulla, Alessandro Pola, Gianluca Polastri, Daniele Ra- mella, Roberto Saglimbeni, Car- lo Mariano Sartoris, Simonetta Satragni Petruzzi, Luigi Schifitto, Danilo Tac- chino, Cristina Tessore (NdG: nella foto).
Impossibile citarne solo alcuni, perché sono tutti degni di nota. In realtà l’elemento più distante dalla scrittura sono io stessa (oltre che come curatrice, vi partecipo con un racconto). E’ stato lo stesso Gianluca Polastri a spingermi a scrivere un testo. Ho aderito a questa richiesta dapprima con timore, essendo per me un’esperienza nuova, poi con sempre maggior entusiasmo. Devo dire che è stato bellissimo vedere i personaggi nascere dal nulla, sentire le loro emozioni; era come se fossi seduta anch’io in quel caffè, ospite fantasma, e li vedessi vivere, parlare, confidarsi, gioire e soffrire.
Puoi darci il calendario delle presentazioni, per i torinesi (e non solo) che volessero parteciparvi?
Con grande piacere! Sempre a Torino, come segue:
21/11/2009 ore 11: Libreria Coop, piazza Castello, presenti l’Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Gianni Oliva, e lo scrittore Gianni Farinetti.
25/11/2009 ore 21: Libreria Legolibri, via Maria Vittoria 31.
29/11/2009 ore 18: Libreria Luxemburg, via Accademia delle Scienze 1.
3/12/2009 ore 19,30: Shortbus Art Cafè, via Gaudenzio Ferrari 5.
15/12/2009 ore 18: Associazione A.V.O., via Toselli 1.

Chiudiamo con un goccino di caffè sorseggiato dall’antologia.
“Mi piaceva sedermi lì, nella seconda sala, e attendere la squisita cioccolata calda. La vera cioccolata calda piemontese, così densa da non mescolarsi con la panna e dal gusto così amaro e deciso da unirsi con la dolcezza del fiore del latte solo fondendosi in bocca. La leccornia, per me la migliore di tutte le innumerevoli offerte nel locale, mi donava una pace indescrivibile.”
Lasciamo che sia il lettore a scoprire di quale locale si parla…
Volentieri, anzi invitiamo i lettori della Guida a scrivercelo.
Io so che tutti i racconti sono belli e andrebbero letti per intero, ma queste righe che ci hai regalato fanno proprio venire l’acquolina in bocca.
Grazie, Cristina.
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Loredana Limone








