
Quando il tempo era giovane e lo erano i miei genitori…
Quando il buio arrivava presto e la domenica si accendeva il forno per riempirlo di castagne, pazientemente tagliate sulla pancia tonda da mio padre alcune ore prima…
Quaranta minuti di forno con il profumo che si faceva largo per casa incuriosendomi poco alla volta e diventando sempre più interessante man mano che cresceva e si trasformava in richiamo: quel richiamo che fa allargare le narici, per impossessarsene un poco, prima ancora che diventi tangibile tra le mani.
Fino a quando non potevo fare a meno di abbandonare i giochi sul tappeto, alzare la testa e, seguendo il profumo, introdurmi di soppiatto in cucina, dove il calore del forno mi attraeva come una calamita gentile. Dove spiavo il vetro scuro sperando di vedere che la ferita (quella che mi sembrava una ferita) sulla loro pancia fosse finalmente aperta e pronta a scrocchiare sotto le mie dita, per liberare il frutto goloso, piccolo e bollente.
Sperando.
Spiando.
Aspettando.
Tornando, mio malgrado, ai giochi noiosi, ma con l’orecchio teso verso quella voce da cui aspettavo il segnale:
“Le castagne sono pronte”.
Le castagne al forno, Gianluca Barbieri le fa così:
Mette le castagne in acqua fred- da per qualche ora, quindi le scola e, con un coltellino, le in- cide in senso orizzontale. Poi le inforna per 45 minuti, ma prima di toglierle dal forno prova ad aprirne tre o quattro (e intanto se le mangia) con la scusa di controllarne la cottura.
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Loredana Limone








