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Le delizie di Torino in una guida

Pubblicato il primo volume su Torino capace di parlare in 7 lingue diverse: in italiano, ovviamente; ma anche in inglese, francese, tedesco, spagnolo, arabo e giapponese.


Torino. Da Augusta Taurinorum all’Europa è, come recita il sottotitolo una guida in dodici percorsi tra storia, arte e curiosità. Contiene, infatti, una dozzina di percorsi (corredati di cartine) per svelare l’antica Augusta Taurinorum, negli anni capitale sabauda, prima capitale d’Italia, ospite delle Olimpiadi Invernali 2006, Capitale Mondiale del Libro, del Design, e chi più ne ha più ne metta.

La pubblicazione è a cura delle Edizioni Angolo Manzoni, la casa editrice torinese che da sempre valorizza il suo territorio e gli scrittori “gianduiotti”.

In questo bel volume, l’obiettivo di Giuseppe Bressi, noto fotografo torinese, ha fissato sulla pellicola i luoghi più suggestivi della città, in 12 itinerari che sono stati proposti con molto rigore ma tanta bellezza: La Corte Sabauda (Piazza Castello), Le Schegge del tempo (Duomo), Il genio dell’Antonelli (Mole Anto- nelliana), Il trionfo della Capitale (Via Po), gli Angoli di storia…(Via Garibaldi), le dritte vie corrusche di rotaie (Piazza Solferino), la strada che per Menfi e Tebe passa per Torino (Museo Egizio), il “salotto di Torino” (Piazza San Carlo), le rive del Po (Castello del Valentino), uno sguardo dalla collina (Basilica di Superga), la città degli artisti al di là del bene e del male e infine la Corona di delizie .

La guida costituisce un agile strumento di consultazione, sintetico ma esauriente nel segnalare i monumenti più significativi per arte o per storia, che hanno puntualizzato il succedersi nel tempo degli eventi della città, come scrive lo storico Carlo Caramellino nella prefazione, e fa scoprire o riscoprire, ai torinesi e ai turisti, le delizie di Torino.

Delizie. Una parola non nuova per Torino.
Proprio i dintorni della città, con i loro paesaggi e i loro edifici quasi fiabeschi, nel 1600 furono definiti, dall’architetto Amedeo di Castellamonte, una Corona di delizie: Corona di delizie à quest’Augusta Città di Torino…
Città tanto straordinaria che trecento anni dopo, nel 1997, il complesso delle resi- denze reali sabaude (Castello del Valen- tino, Palazzo Madama, Palazzo Reale, Palazzo Carignano, Villa della Regina e i castelli de La Mandria, di Rivoli, di Moncalieri, di Agliè, di Racconigi e di Casotto, di Pollenzo, di Govone e la Palazzina di Caccia di Stupinigi) è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco .

Nei diversi percorsi della guida c’è un’ampia sezione – che è forse quella che più interessa i miei lettori - dedicata ai famosi caffè storici, esercizi che hanno un passato di storia e cultura abbinato al pregio degli ambienti.
Locali in cui - chi li conosce lo sa e chi non li conosce dovrebbe andarci - si respira ancora l’atmosfera di un tempo. Eccone alcuni:

Il Caffè Al Bicerin, in piazza della Consolata 5:
Di fronte all’ingresso principale della chiesa della Consolata, si trova il famoso locale storico, nato nel 1763 per volontà di Giuseppe Denis, confettiere e acquacedrataio. Ancora oggi mantiene la tradizione del famoso bicerin, caffè e schiuma di latte amalgamati da una cioccolata speciale.

Il Caffè San Carlo, in piazza S. Carlo 156:
Questo elegante locale, inaugurato nel 1842, fu progettato dall’architetto Leoni, con decorazioni di Rodolfo Morgari. Rappresenta uno fra i più raffinati esempi di “salotto” torinese.

Il Caffè Torino, sempre in piazza S. Carlo, ma al numero 204:
L’insegna del Caffè Torino, un toro in bronzo, è inserita fra le lastre della pavimentazione dei portici di fronte all’ingresso. Era d’uso fra i torinesi “calpestare” i testicoli dell’animale come augurio di buona fortuna.

Il Caffè Platti, in corso Vittorio Emanuele II al 72:
Aperto nel 1875 come liquore- ria, all’epoca del Liberty fu restaurato in stile settecente- sco, con putti, fiocchi e nastri di stucco e luminose tinte pastel- lo. Frequentato da Cesare Pa- vese, dall’editore Einaudi e dal senatore Agnelli, in una delle sue sale interne ha visto nascere la Juventus.

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