Dopo aver trattato nei tuoi libri un’ampissima panoramica del gusto, incluse le bistrattate interiora (N.d.G.: Il libro delle frattaglie. Storia, scienza e cucina - Ponte alle Grazie), ti sei ora dedicata a quello che è l’alimento cardine della nostra tavola.
E’ vero è un po’ il simbolo dell’italianità, ma la pasta fresca e particolarmente quella ripiena è da sempre la mia passione gastronomica.
Il raviolo per me, come diceva Tonino Guerra “è una pasta piena di pensieri”.
E’ il banco di prova di un cuoco, è forma e sostanza, insomma è un piatto che racchiude storia, filosofia ed equilibrio.
In questo libro sconfiggi un’idea preconcetta: che fare la pasta in casa sia laborioso e difficile.
E’ uno dei messaggi forti del libro: fare la pasta in casa, soprattutto con la macchinetta per la pasta (io uso una vecchia Imperia a mano), non richiede più di 30 minuti per le tagliatelle e 40 minuti per un chilo di ravioli. In più è molto economico: con 5 euro si possono saziare con gusto 6/8 persone.
Mi piace come parli dell’impasto, che definisci terapeutico e consolatorio: concetti che peraltro riprendi da un altro tuo godibilissimo volume: Cucinoterapia (Salani) . Ma anche una valvola di sfogo, o no?
Tra tutti i gesti della Cucinoterapia, l’impastare è quello più creativo e quindi più terapeutico. La cucina è ambiente di gesti anche aggressivi (tagliuzzare, spolpare, disossare) e impastare una materia è un po’ come plasmare la propria vita.
Con questo libro permetti a noi lettori di fare un viaggio gastronomico in tutt’Italia (viaggio che in parte hai fatto veramente). Cos’hai scoperto che non avresti mai immaginato, e dove?
Per promuovere i miei libri viaggio molto e da tre anni ogni volta che raggiungo un luogo mi informo sulle abitudini gastronomiche e di costume legate al cibo. Così ho scoperto che fare la pasta in casa è ancora molto diffuso specialmente in provincia.
Cosa suggeriresti a chi volesse cimentarsi per la prima volta nella preparazione di tagliatelle (partiamo da una cosa semplice) e volesse fare bella figura?
Comincerei con il consigliare di preparare l’impasto a metà con un’impa- statrice e poi di completare l’operazione con le mani, tanto per impratichirsi e saggiare il contatto con la materia viva. Poi consiglierei di lasciar perdere il matterello e di stendere la sfoglia non troppo sottile con una macchina per la pasta. Arrotolate la sfoglia, tagliate tante strisce con un coltello affilato e voilà le tagliatelle. Sul libro le fasi sono spiegate dettagliatamente.
Hai menzionato Tonino Guerra (il poeta che purtroppo molto conoscono solo per la pubblicità Unieuro) per il quale il tortello è una pasta piena di pensieri. E per te, cremasca doc?
Come dicevo è la mia vera passione, io sono convinta che ci sia una filosofia, un rituale, un sapere antico intorno al tortello e la storia ce lo conferma. Non per nulla oltre alle 200 ricette tradizionali ve ne sono 50 “mie” (si sa che in cucina non si inventa nulla!) che sono quelle che propongo regolarmente ai miei ospiti.
Un sapore dell’infanzia e uno della maturità. Dicci qual era la pasta preferita da Roberta bambina e quale quella da Roberta donna.
A Crema mangiamo i tortelli dolci a base di amaretto e conditi con burro e formaggio e li amo da sempre. Diciamo che oggi il mio palato è più maturo ma anche più viziato frequentando ristoranti 4 sere la settimana. Sono in una fase minimalista e quindi “togliere invece che aggiungere”, operazione che cerco di mettere in atto anche con la scrittura. Amo il tortello di magro a base di verdura e ricotta, preferibilmente con un niente di condimento per non mortificare il ripieno.
Ti chiedo, ora, il calendario delle prossime presentazioni 2009 de La pasta fresca e ripiena (Ponte alle Gra- zie), affinché i tuoi fans possano prepa- rarsi ad incontrarti.
Ho già tenuto diverse presentazioni in giro per l’Italia dove ovviamente oltre che dell’ultimo libro parlo sempre della Cucinoterapia che considero il mio libro manifesto.
Sarò il 20 novembre a Voghera, il 26 a Cremona e il 27 a Rovigo per serate organizzate in ristoranti, nelle sedi di club, convegni e associazioni.
Mentre vi aspetto ad Abbiategrasso il 28 novembre alle 11 nel Castello Visconteo per un aperitivo e il 5 dicembre alle 18 nella Libreria di Via Volta ad Erba con un assaggio di pasta ripiena.
Poi in pausa per un mesetto per terminare un nuovo libro iniziato un anno fa e che uscirà nella primavera del 2010: una biografia romanzata che riguarderà tutte le donne, anche quelle negate per i fornelli!
Bene, aspettiamo che esca. Intanto grazie di tutto, Roberta, di essere stata ancora con noi e dei piacevoli, utilissimi libri che alacremente sforni tappando buchi letterario-gastronomici a volte davvero deplorevoli.
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Loredana Limone















