Canzonetta inebriante

Vin Claré, Montepulciano, vino spagnolo oppure francese, il poeta Paolo Rolli vuol brindare e riempie i bicchieri, incitando la sua compagna perché beva, così che perché ancor più simile a corallo diventi la sua bocca.

Beviam, o Dori, godiam chè il giorno
presto è al ritorno, presto al partir.
Di giovinezza godiam nel fiore;
sian l’ultim’ore tarde a venir.

Versa Fiammetta, vezzosa figlia,
quella bottiglia di vin Clarè.
Duchi e regnanti or non vogl’io;
ma sol, ben mio, brindisi a te.

Aspro egli è questo: dammi ‘l Pulciano
del suol toscano primo liquor:
par nel cristallo rubin brillante,
dolce piccante, divin sapor!

 
Recan la gioia, i vezzi, il riso
già nel tuo viso più bel seren:
sorgon vivaci spirti novelli
a gli occhi belli dal caldo sen.

E’ troppo ardente il vin di Spagna;
quel di Sciampagna vogl’io versar;
farò che d’alto lento distilli,
perché zampilli nello spumar.

Bevil, o cara, quando ha la spuma:
tal si costuma gustarlo qui:
così cantando l’ama il Francese,
cheto l’Inglese l’ama così.

Oh come, o bella, l’ardor de i vini
più corallini tuoi labbri fa!
Bacco vi stilla soave umore
d’un tal sapore che amor non ha.

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