I frutti della mia infanzia

Antoinette Milius è nata a Takamaka, nell’isola di Mahè, la più grande dell’arcipelago delle Seychelles. Vive in Italia da 40 anni e qui ha trovato l’amore e ha avuto due figlie. Impiega il suo tempo libero in svariate attività quali la danza, la ginnastica, la poesia, la piscina. Ora frequenta il laboratorio “Sapori letterari” che si tiene a martedì alternati presso la biblioteca di Pioltello, e lì ci racconta cose straordinarie della sua meravigliosa terra, ingolosendoci con paesaggi mozzafiato e squisiti frutti tropicali. Come quelli della sua infanzia

La mia infanzia è stata bella e felice. Eravamo in tanti a casa, tra i miei genitori e noi figli eravamo dodici persone: poveri ma felici. Be’, dodici persone erano un po’ tantine.

La mia casa non era grande, ma era accogliente, con le poche cose neces- sarie, direi.
Facevamo tante feste e le feste per noi bambini erano motivo grande gioia e felicità. Ogni festa era accompagnata dalla musica da ballo. Che sballo! Mio padre aveva un vecchio violino e lo suonava con entusiasmo, mentre noi tutti cantavamo a squarciagola. Dei miei fratelli, uno lo accompagnava con la fisarmonica, l’altro con il triangolo, uno strumento che esiste ancora oggi ed è fatto di ferro battuto dalla forma, appunto, triangolare. A volte invitavamo gli zii e i cugini che abitavano vicino a noi. Era così bello e divertente stare tutti insieme!

Non avevamo molto da mangiare. Oddio, non potevamo neppure lamentarci perché frutta, verdura e pesce non mancavano, anzi ce n’erano in abbondanza. Invece non sempre potevamo fare delle tortine perché mancava la farina. Allora per dessert usavamo sempre banane o patate dolci cucinate con lo zucchero. Mmmmhhhh, che buone erano!

Vicino alla nostra casetta di legno, mio padre coltivava la verdura e avevamo anche un campo di banane e ananas.
Quando arrivavo a casa dopo scuola, la prima cosa che facevo era (ovvio!) andare al campo a divorare banane e ananas.
Un giorno, mio fratello ed io facemmo la gara a chi mangiava più ananas. Oh, quello che mi successe fu terribile! Non vi dico! Un’indigestione! Mal di stomaco tutta la notte! Da allora non mangiai più ananas per anni: fu veramente una bella lezione per me che ero ingorda. Tuttavia, continuai a mangiare le banane e gli altri frutti tropicali che avevamo vicino a casa.
A volte, mi svegliavo presto la mattina per andare a raccogliere i nostri frutti e portarli alle mie compagne di scuola che erano felicissime e mi proteggevano dai bulli della classe: ero la più piccola e indifesa.

Sì, posso dire che la mia infanzia è stata molto bella, povera, ma felice.


La ricetta del dessert di banane di Antoinette, direttamente dalle Seychelles:

Ingredienti:
banane, noce di cocco, zucchero, noce moscata, acqua, sale,

Pelare le banane, mature o acerbe che siano; tagliarle a fette e metterle in una casseruola.
In una terrina grattare una noce di cocco e aggiungere un bicchiere d’acqua; strizzare bene con le mani lasciando cadere, in un altro recipiente, il latte ottenuto attraverso un colino.
Versare il latte di cocco sulle banane, aggiungere lo zucchero, un pizzico di sale e della noce moscata grattugiata; coprire la casseruola con un coperchio e lasciar cuocere a fuoco basso per 25-30 minuti.

——————————————————————————————-

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi essere sempre aggiornato,
inviando una semplice e-mail puoi iscriverti gratuitamente alla
NEWSLETTER DELLA GUIDA DI LETTERATURA GASTRONOMICA.

Peeplo Search

Vuoi inserire la Search di Peeplo sul tuo sito ?

Provala subito!