Storia di morte, ricotta e mascarpone (Il Filo), primo romanzo di Andrea Fiore, appartiene alla terza categoria.
Contiene, infatti, tutti gli ingredienti di un giallo: un morto ammazzato, anzi due, un ispettore di polizia, un assistente, alcuni sospettati e testimoni, il colpevole.
Poi c’è l’arma del delitto, anzi due, arme alquanto insolite, infatti si tratta di dolci: il cannolo siciliano e il tiramisù, a riprova del fatto che si può morire di dolcezza, e non solo in senso figurato.
Infine c’è il luogo del delitto: Gravetown, un’amena cittadina il cui centro storico è costituito da un dedalo di viuzze e vicoli ciechi di antica memoria, pessimamente illuminati e maleodoranti.
Ormai abbandonato da tutti, eccezion fatta per alcune centinaia di gattacci randagi e migliaia di fetidi topi, gli unici frequentatori delle case irrimediabilmente diroccate.
Solo che il tutto viene raccontato uno stile narrativo molto particolare: sollazzi grammaticali, battute incalzanti ed equivoci arguti ricoperti di salsa comica. Ecco perché è un semi-serial thriller.
La storia.
A Gravetown vive e lavora Peter Haddock, ispettore di polizia in forza Quarantreesimo Distretto, coadiuvato da Dan Parrish, un alto, scheletrico e inaffidabile assistente giudicato all’unanimità gran demente, definizione ingenuamente interpretata dall’ispettore come grande mente che, quindi, se lo deve tenere così com’è.
Be’, fisicamente Haddock non se la passa poi tanto meglio: alto poco più di un metro e sessanta, pesa circa centodieci chili e ha la capoccia che sembra una spianata sarda.
Tutto inizia con l’assassinio di Georgia Middle, una donna alta e benestante, che è stata soffocata da un gigante cannolo. Sì, proprio uno dei tradizionali dolci siciliani, solo di misura esagerata.
Non è golosità, e non è suicidio. E’ omicidio. Viene fuori che la donna, proprietaria della più famosa enoteca della città, era molto invisa.
Chi può essere stato?
…il lattaio. Pare che gli richiedesse il latte intero ma glielo pagasse parzialmente. O forse il salumiere, che illudeva con le sue moine, dicendogli d’esser sola e bisognosa d’affettato. O forse ancora il proprietario del pub in fondo alla strada cui rifilò un “bidone” di vino da condimento o… lo vogliamo chiamare… aceto?”
Il mistero, già fitto di per sé, s’ispessisce ulteriormente quando anche il dottor Robert Surgeon, chirurgo plastico che ha trasformato molte donne in uomini e viceversa, viene trovato morto, annegato in un’enorme teglia, anzi una piscina, di tiramisù, proprio dall’ispettore Haddock che, entrato in casa del medico per interrogarlo, lo trova privo di vita in un mare di morbidi savoiardi annaffiati di caffè e rhum, sormontati da dolce e soffice mascarpone .
Riusciranno i due poliziotti a ricomporre l’intera vicenda (perché sicuramente si tratta di due morti collegate) e salvare un po’ di dolce per il fine pranzo?
Direi proprio di sì. Ma non vi dico come.
Vi dico, invece, la vera ricetta del cannolo siciliano.
Ingredienti:
500 g di ricotta, 270 g di zucchero, 150 g di farina, 3 cucchiai di vino bianco, 1 cucchiaio di miele, canditi, pistacchi, gocce di ciocco- lato, olio di semi, zucchero a velo, sale.
Disporre la farina a fontana; nel centro mettere un cucchiaio di zucchero, il miele e un pizzico di sale; impastare bene il tutto versando il vino bianco versato a poco a poco e poi lasciar riposare la pasta per mezz’ora.
Stendere la pasta ottenuta creando una sfoglia alta mezzo centimetro, ritagliare dei quadrati e avvolgerli attorno agli appositi cannelli di latta o di legno, cominciando da un angolo.
In una padella dai bordi alti, riscaldare l’olio. Quando sarà fumante, friggervi i cannoli ancora avvolti nei cannelli, scolarli appena dorati, sfilare i cannelli e lasciarli raffreddare.
Scottate i pistacchi in acqua bollente e pelarli. In una terrina, amalgamare la ricotta con 250 g di zucchero, alcune di gocce di cioccolato, alcuni canditi e pistacchi.
Farcire i cannoli con il composto ottenuto, spolverarli con lo zucchero a velo e servirli freddi.
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Loredana Limone









carmilla
11 Dec 2009 - 20:14 - #1mi sa che di questo libro ho proprio bisogno!