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Verità sommerse

Ci sono verità storiche che sono inconfutabili ed eclatanti. Ma che pure qualcuno, ridicolmente, ha cercato di negare. Come l'Olocausto degli Ebrei.

Ma ci sono anche altre verità, verità sommerse.
Meno terribili se considerate nell’ insieme dei grandi numeri che hanno costituito l’azione più ripugnante che l’uomo abbia mai concepito; ugualmente sconvolgenti se riguardano l’universo di una ragazza che si affaccia alla vita.
Una ragazza la cui colpa è quella di essere ariana.
Una colpa che, come tutte le clpe, ricade sui figli.

Marta ha due figlie, Leslie e Megan: 18 e 9 anni, e vive in America, ora.
Ha voluto cambiare molte case per via di quella strana inquietudine che si porta dentro e che è accompagnata da quelli che suo marito definisce “momenti”.

Il primo di questi “momenti” che Torey L. Hayden narra ne La foresta dei girasoli (Corbaccio) è di quando Leslie e Megan litigano a colazione per una fetta di pane. E’ pane integrale, ricco di piccoli chicchi croccanti: gustoso, ma complicato da mangiare perché i chicchi finiscono dappertutto. E Megan li tira fuori tutti e se li dispone con cura sulle ginosocchia che, piegate sotto la maglietta, formano una piattaforma bernoccoluta; poi li lecca via con la punta della lingua, mangiando come un maiale e facendo briciole dappertutto.
Leslie la sgrida, lei ribatte seccata. E litigano.

Avvilita, Mara chiede loro cos’hanno. Sono sorelle, perché litigano sempre? Perché non sono contente? Fanno una bella vita, non gli manca niente. Lei e il papà le amano.
“Eppure non siete contente” dice.
Mentre il pensiero vola in un luogo e un tempo lontani.
C’era la guerra.
Un istituto Lebensborn.
Diciassette anni.
Una ragazza, giovane, con i capelli chiari e gli occhi chiari, forse non ancora bella, magari sgraziata, come sono le ragazze a quell’età. Una brava ragazza, che mangiava i piselli, si teneva le unghie pulite e ce la metteva tutta per non litigare con suo fratello. E indossava la camicetta con il pizzo attorno che le aveva dato sua madre.
Aveva il seno pieno di latte, che montava in fretta e non smetteva mai di gocciolare…. Le aveva rovinato quella camicetta e anche tutte le altre, quel latte che scendeva…

La foresta dei girasoli è un romanzo emblematico, che narra un dramma profondo che svoltosi dentro un dramma enorme. Un romanzo che lascia col fiato sospeso e ci fa sentire tutti un po’ colpevoli.
Perché c’è stato un momento in cui la storia poteva prenere un’altra direzione.
Ma chi c’era non ha saputo o voluto far nulla.
E quella colpa ricade anche su di noi.

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