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Il nemico più dolce

Difficile resistere a certe tentazioni. Amate, odiate... dolcissime tentazioni. Gianluca Barbieri, lo sa bene. Ed è costretto a capitolare. E fa capitolare anche tutti gli altri allievi del gruppo "Sapori letterari" di Pioltello.

Il profumo lo senti subito, non lo puoi evitare nemmeno se passi sul marciapiede di fronte.
Lo fanno apposta: sono dei commercianti bastardi che vogliono arricchirsi, anche loro come tutti gli altri. Inavvertitamente lasciano aperta una finestrella della pasticceria, oppure la porta, che per un difetto di un cardine stanco di adempiere ai suoi compiti e mai sostituito, non si chiude come dovrebbe e lascia i profumi liberi di aleggiare sulla strada, in balia del vento che fa e disfa nuvole di pasta frolla, marmellate, pan di spagna, caramello, crema pasticciera e certi biscottini che tutte le massaie della città invidiano, ma di cui nessuna è mai riuscita a scoprire il segreto.
Loro vorrebbero avere il cardine riparato e la porta ben chiusa, ma qualcosa impedisce sempre che ciò avvenga e permettono ai profumi di giocherellare sul marciapiede antistante la pasticceria.
Sì, sono dei bastardi: approfittano della debolezza umana e la utilizzano per fare business.

Dov’è finita la poesia di Juliette Binoche in Chocolat? Faceva cioccolatini “ad personam”, come si direbbe oggi, e ognuno riscopriva una scintilla di umanità e di piacere attraverso la cioccolata.
Si, è un film, e allora? Non posso permettermi un’emozione anche se ha il sapore del cioccolato? O il sapore di un bignè. Come lo vuoi, alla crema? E’ troppo poco un bignè? Beh, facciamo due, ma poi diventano tre… No, meglio non fermarsi, procedere a testa bassa, non guardare, non sentire, tapparsi il naso e tirare dritto come un filo a piombo fino a casa.
Anzi, adesso faccio un dispetto al pasticciere: mi fermo in erboristeria e prendo una tisana: è proprio quello che ci vuole con questo freddo.

Ma no, non è colpa loro: fanno soltanto il loro mestiere e cercano di guadagnarsi da vivere onestamente, sgomitando come tutti nella foresta metropolitana per arrivare a fine mese.
Non è colpa loro: non mi costringono a fargli visita tre volte a settimana. Sono io che ci vado; o meglio sono i miei piedi che approfittano della mia stanchezza serale per tradirmi e condurmi sempre in pasticceria.
Come potrei uscirne a mani vuote?

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