Come hai intrapreso la tua carriera di scrittrice gastronomica?
Sono stata esortata da Giuliano, mio compagno e marito, che voleva pubblicare nella nostra piccola casa editrice, le “Edizioni del Riccio”, una collana economica su ogni cucina regionale. Allora non si parlava di cucine regionali, quasi che in Italia ci fosse un’unica cucina, non erano di moda, e così un po’ alla volta ho coordinato e ricercato esperte di ogni regione, persone semplici che avevano imparato a cucinare dalle mamme e dalle nonne e mi sono appassionata a questo infinito patrimonio di cultura femminile che cerco a mia volta di propagandare. Il progetto ebbe molto successo: fu l’inizio della innumerevole produzione dei libri di cucina regionali.
Quali sono i tuoi gusti personali in fatto di cibo?
Sono golosa e mi piace mangiar bene.
Ricordi ancora la prima volta che ha ricevuto… diciamo un tubo di Baci Perugina?
Come fosse ieri.
Il tuo ultimo libro - “Prendilo per la gola” (red!) - include un ampio ventaglio di ricette. Ma se ti si chiedesse un menu bell’e finito per prenderlo per la gola la sera di San Valentino cosa consiglieresti?
Dovrei sapere a chi è diretto. Il menù è la parte più difficile, affermava una dei più grandi cuochi francesi: è come uno spartito musicale.
In linea di massima potrei azzardare.
Un primo leggero, una crema di zucca, per esempio, o un risotto di radicchio rosso o di carciofi, un piatto di carne, un arrosto con patate, o un pesce al cartoccio nel quale si possano inserire alcune verdure di stagione a pezzetti per farne una sola portata, non sporcare fornelli e cucina, metterlo a tavola con il cartoccio per fare un po’ di scena.
Insalata mista.
Un dolce al cucchiaio (bavarese all’arancia) o uno più leggero e dietetico, un’ insalata di arance guarnite con scorzette candite preparate prima e, se piace, un goccio di liquore all’arancio Quentrour o Grand Marnier (per esempio). Una bottiglia di vino veramente buono senza inutili sprechi per quelli più noti.
Porrei molta attenzione alla preparazione della tavola, semplice armoniosa senza la necessità di grandi porcellane o cristalli ma colori che si armonizzino; soprattutto cercherei di preparare tutto per tempo in modo di essere distesa e tranquilla, mai fare esperimenti, in queste occasioni meglio andare sul sicuro.
L’atmosfera di una cena a due non è data dalle candele, ma dall’attenzione e dalla cura che si ottiene nel preparare una cena tenendo conto dei gusti e delle abitudini a cui è diretta. La tranquillità e il calore di una casa non si possono certo ottenere al ristorante.
Sui cibi afrodisiaci ci sono diverse correnti di pensiero. Qual è la tua opinione in merito?
Il cibo può diventare un’emozione, è il massimo al quale può aspirare una cuoca, una grandissima soddisfazione, non ci sono ricette o cibi particolari, la bontà della pietanza è l’elemento principale, ma per il resto ognuno maschio o femmina che sia deve far lavorare la testa.
A parte dei buoni manicaretti, secondo te, cosa cerca un uomo in una donna?
Che fisicamente le piaccia e la comprensione che dimostra nei suoi riguardi.
E cosa assolutamente non vorrebbe mai trovare in lei?
La ricerca di una rivincita dettata purtroppo da un rancore alle volte sordo che rende impossibile ogni rapporto.
Vuoi salutarci regalando ai lettori della Guida una gustosa ricetta del Friuli, la tua bel- lissima terra?
La mia bellissima terra ha una cucina povera, con poche spe- zie, parca nei condimenti.
Per me squisita.
Ecco una ricetta:
Orzo e fagioli
Ingredienti per 6 persone:
400 g di fagioli di montagna borlotti secchi, 1 carota, 1 cipolla, 1 gambo di sedano una patata, 1 rametto di rosmarino, 3 /4 foglie di salvia, 6 cucchiai di orzo perlato, 1 crosta di formaggio grana, sale e pepe.
Lasciate a bagno i fagioli per un’intera notte in acqua fredda, sciacquateli poneteli a cuocere con le verdure, lavate mondate e tagliate a pezzi grossi. Raschiate la crosta di formaggio tagliatela in tanti pezzi quanti sono i commensali in modo che ne tocchi un pezzo a testa. Fate bollire i fagioli fino a quando saranno diventati teneri. Passate assieme alle verdure tutti i fagioli che si siano rotti escludete quelli che sono rimasti interi, dovranno essere circa metà. Rimettete a cuocere quando cominciano a bollire unite l’orzo perlato, mescolate ogni tanto perché tende ad attaccare sul fondo; che cuocerà in una mezz’ora, salate e pepate ricordando che a differenza degli ortaggi il sale nei legumi va messo a fine cottura Lasciate riposare la minestra per qualche minuto, servitela direttamente nelle fondine.
La minestra di fagioli friulana risulta molto densa con i fagioli piccoli screziati rosso cupo che le danno un sapore particolarmente gustoso e un colore piuttosto scuro. In estate di adoperano i fagioli freschi e può essere servita tiepida : sulla superficie si formerà il “velo”.
L’uso di condire questo piatto con un filino d’olio crudo non è tradizionale; sostituisce, la vecchia abitudine di usare negli ingredienti iniziali una cotica di maiale sbollentata.
Grazie, Linda, non mancheremo di provarla!
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Loredana Limone








