Intervista a Luisa Vassallo

Luisa Vassallo, nata a Imperia nel 1965 dove vive e lavora, è diplomata in scienze religiose con una tesi sulla religiosità del teatro. Autrice e curatrice di alcuni libri detti di “gastronomia fantasy” o “gastronomia letteraria”, ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti. Appassionata di teatro, ha seguito alcuni corsi e scritto testi e riduzioni teatrali; si dedica da tempo alla clown-terapia negli ospedali.


Come nasce Luisa Vassallo scrittrice gastronomica?
Sono sempre stata una divoratrice di libri ma anche una golosissima viaggiatrice nel mondo del gusto. La lettura (poesia, fantasy, romanzi, teatro) mi ha sempre sollecitata a guardare il reale con meraviglia; al tempo stesso la concretezza e le regole che la gastronomia impone mi insegnato a vedere l’ordine, la razionalità e la bellezza delle cose. La stretta parentela che c’è tra la letteratura e la cucina è riconoscibile in quell’elemento fondamentale che permette a entrambe di continuare a germogliare: la fantasia.

Il tuo ultimo libro s’intitola “A tavola con Renzo e Lucia“. Rispetto, ad esempio, a Harry Potter o Le Cronache di Narnia, come è stato l’approccio ai Promessi Sposi?
Ogni volta è stato come curare un’indagine; ho cercato con pazienza le citazioni che i vari autori hanno seminato nelle loro opere e ho cercato le ricette corrispondenti. Con Manzoni la ricerca è stata più impegnativa perché don Lisander ha lasciato pochissime tracce gastronomiche. Le citazioni sono circa una ventina (polenta, polpette, stufato…) e legate per lo più alla tavola dei poveri. Di alcuni personaggi, nonostante la descrizione di interessanti momenti conviviali, non si sa nulla di ciò che mangiavano. Ho pensato allora che sarebbe stato interessante scoprire qualcosa in merito e ho fatto ricerche storiche recuperando ricette (che ho sperimentato e gustato nella mia cucina!) del ‘600 lombardo o comunque attinenti ai personaggi manzoniani.

Il personaggio manzoniano che ti è più simpatico.
Difficile rispondere… sono diversi, ma forse quello che mi strappa più sorrisi è don Abbondio con la sua “spalla” Perpetua. Sono una copia comica interessante che, con i loro dialoghi, sbrinano un po’ il clima drammatico di certe pagine.

Renzo e Lucia… oggi. Ovvero cosa direbbe il Manzoni del mondo attuale.
Non penso che il Manzoni si troverebbe tanto spaesato nel nostro mondo e scriverebbe diversamente la sua storia. A parte la tecnologia che ha modificato i sistemi di comunicazione e il modo di lavorare, in fondo, cosa è cambiato nel cuore dell’uomo? I bravi ora si chiamano bulli, i prepotenti tali erano e tali sono rimasti, gli Azzeccagarbugli si sono semplicemente moltiplicati… ; per fortuna i “Renzi” e le “Lucie” non sono scomparsi, la gente continua ad amarsi, ad intrecciare storie bellissime nonostante i tempi duri, nonostante il cinismo dilagante, le mode e la faciloneria con la quale molti impostano la vita.
Forse, l’unica differenza rispetto a quanto accadeva nel 1600 consiste nel fatto che siccome oggi “Lucia” va a lavorare, “Renzo” le darebbe una mano in cucina.

E cosa direbbe del tuo libro?
Me lo sono chiesta anche io… Forse il suo sopracciglio destro s’inarcherebbe un pochino, ma è risaputo che il Manzoni era anche un gran goloso per cui penso che mi perdonerebbe le piccole libertà e i giochi che mi sono permessa all’interno del ricettario.

“A tavola con Renzo e Lucia” porta la prefazione dell’esilarante Enrico Beruschi, conosciuto una sera per caso.
Beruschi è una persona meravigliosa. L’incontro a cena - di cui lui racconta nella prefazione - è avvenuto a Barzio l’estate scorsa, a pochi passi da Casa Manzoni (l’attuale Biblioteca Comunale) nel corso di una cena-letteraria con la quale si stava presentando il libro “La cucina di don Camillo” (Ed. Ancora – 2008).
Beruschi è un grande appassionato di Manzoni ed è già stato interprete (in una numero “zero”) di don Abbondio. La sua pacatezza, insieme all’ umorismo innato che ha dentro e all’entusiasmo che lo accende, fanno di lui una persona gradevolissima che mi ha incoraggiata ad affrontare questa bella avventura gastronomico-letteraria.

Cosa ti bolle in pentola ora?
Recentemente ho ripreso tra le mani un bellissimo libro intitolato: “L’osteria volante” di GK Chesterton, che è l’autore, tra l’altro, di Padre Brown… chissà se riuscirò ad entrare in cucina e a vedere cosa c’è di buono…

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