Vita, miracoli e ricette delle mele

La mela è stato il primo simbolo dell’amore e della tentazione. Il Signore permise all’uomo di mangiare da qualsiasi albero del Paradiso Terrestre, ma gli ordinò di non mangiare i frutti dell’albero della conoscenza del bene e del male.

In realtà la Bibbia non specifica che i frutti proibiti fossero delle mele, ma evidentemente si è pensato che la mela avesse le caratteristiche giuste, e le giuste referenze, per portare una simile responsabilità nei secoli dei secoli.
Chi lo ha pensato avrà avuto i suoi buoni motivi, considerando le qualità e le ricchezze che essa porta in sé.
Per scoprire le quali è da poco uscito un volumetto delizioso, dal titolo semplice ma esaustivo (come d’altronde è anche la bella immagine della sua copertina): Il libro delle mele - Vita, miracoli e ricette, pubblicato da Ponte alle Grazie nella collana Il lettore goloso di Allan Bay.

L’autrice è Giuliana Lomazzi, giornalista e scrittrice che ha alle spalle un ampio ventaglio di libri gastronomici e svariati testi di dietetica.
Stavolta, stregata come Biancaneve da una mela, la Lomazzi ha ripercorso la storia di questo frutto il cui inizio (fiabe a parte) risale a decine di migliaia di anni fa e arriva ai tempi in cui l’uomo già camminava su due gambe ma non ancora vantava lineamenti fini e abiti eleganti.

Le prime mele, infatti, furono raccolte ben 70.000 anni fa nella regione caucasica in quello che è stato identificato come il giardino dell’Eden.
Erano abbondanti, ma molto piccole: più semi che polpa in verità, e fu necessaria una lunga opera di domestificazione per ottenere le trenta diverse varietà coltivate dai romani, di cui parlò Plinio il Vecchio nella sua Naturalis historia .

Se comunemente si attribuisce alla mela una valenza peccaminosa ascrivendola alla religione cristiana, il Corano la definisce il frutto benedetto da Allah e un sublime dono divino. Di certo essa è il simbolo dell’amore. Una mela fu donata da Paride alla dea Afrodite che gli aveva promesso la donna più bella del mondo, che poi era Elena, moglie del re greco Menelao. E, come sappiamo, il rapimento di Elena scatenò quel po’ po’ di guerra di Troia.

Dall’aspra Granny Smith (il nome deriva dalla simpaticissima nonnina che senza volerlo le diede i natali) alla zuccherina Red Delicious, dall’aromatica Renetta alla salutare Annurca (per nominarne solo alcune), la mela è sicuramente la regina della frutta.
Il famoso detto che una mela al giorno toglie il medico di torno è solo uno dei tanti proverbi e modi di dire che la saggezza popolare ha intessuto intorno a questo frutto in tutto il mondo… fino alla Big Apple (come lo scrittore John Fitzgerald soprannominò la città di New York).

Che l’impiego delle mele sia prevalentemente culinario, lo sappiamo bene. Ma esiste una lunga serie di impieghi, interessanti da scoprire. Come una certa pomata ottenuta con mela grattugiata, miele e pepe (!) che viene suggerita dal Kamasutra e da altri manuali erotici. Come dice qualcuno: provare per credere!.

Anzi, leggere - per credere - questo prezioso trattatello che vi mostrerà il delizioso pomo come non l’avete mai visto. E che a me personalmente ha risvegliato un ricordo dolcissimo: quello dei tocchetti di pane e mela preparati da una mamma premurosa, e di una bambina piccola che li sgranocchiava dopo cena. Un dessert straordinario e originale, genuino e buonissimo preparato appositamente per me.

Comfort food, se così posso chiamarlo, che in genere è quello dell’infanzia, e quello al quale a volte si ha bisogno di ritornare, anche se è trascorso molto tempo e molta acqua è passata sotto i fiumi.
Qual è il vostro?

 
(Siete tutti invitati a rispondere tramite il box
“Le vostre opinioni” che trovate in calce all’articolo.)

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Commenti dei lettori

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  • Aurelia

    26 Feb 2010 - 19:33 - #1
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    il polpettone

  • Piccina

    26 Feb 2010 - 21:50 - #2
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    TORTA DI MELE

  • MarcoFu

    27 Feb 2010 - 08:45 - #3
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    Per me è il panino al prosciutto, ma non uno normale… uno speciale! Di zia Lena!
    Grande zia!

  • LauraB

    27 Feb 2010 - 10:58 - #4
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    Il risotto di zucca. Quello della nonna Ester: una bela minestra de zuca (scusate il dialetto imperfetto!), con tanto di schizzi arancione sulla parete, scattature alle mani e tanto, tanto rimescolare. ma quanta bontà! Una spolverata di cannella e tanto colore per quelle giornate grigie di nebbia.

  • allan bay

    27 Feb 2010 - 11:56 - #5
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    Senza dubbio, il risotto giallo

  • Elen

    28 Feb 2010 - 20:23 - #6
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    una bella fetta di pane, pomodori rossi sugosi freschi che non abbiano passato del tempo in frigorifero…strusciati sul pane, con dell’olio “di quello bono” e del sale….uhm…

  • Marinella

    01 Mar 2010 - 09:35 - #7
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    Una manciata di biscotti imbevuti in un caldo cappuccino!! Sono per me una “coccola” incredibile!!

  • carmilla

    07 Mar 2010 - 12:07 - #8
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    polpette,purè, pizza, lasagne,patatine fritte, cotoletta, cannoli ( siciliani e non…io sono per l’unità d’Italia), ciambelle, cioccolato, parmigiana, ma anche panini, tartine, involtini di spada, tortellini…Praticamente tutto, tranne i topi morti…Quelli, però…per la verità…Mica li ho mai assaggiati!

  • Maxy

    09 Mar 2010 - 21:12 - #9
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    Sì, ma volete mettere una fetta di pane e nutella? Anche due, tre, quattro,cinque…….

  • Giuliana Lomazzi

    19 Mar 2010 - 17:12 - #10
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    il minestrone, buono in tutte le stagioni (in estate tiepido), ma anche le vellutate di verdura. questo fin dai tempi antichi, cioè fin dall’infanzia. un’introduzione più recente, il cappuccino in versione vegetale, con latte di mandorle, riso, soia, miglio, quinoa, avena…

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