Il grande scrittore conosceva bene l’umanità, e infatti ha rappresentato un variopinto mosaico umano nella sua grande opera, “I Promessi Sposi”.
Renzo e Lucia, con Agnese, don Abbondio e la Perpetua, naturalmente; ma anche l’Ambrogio sacrestano, Paolin seppellitore dei morti, Tonio e quel sempliciotto di Gervaso suo fratello, Bettina, Menico, fra Galdino, e non dimentichiamo fra Cristoforo.
Questi personaggi, e tutti gli altri usciti da quella grande penna, vengono oggi rivisti, anzi riscoperti, in una forma nuova da un’autrice moderna: Luisa Vassallo.
Quale forma?
Quella del sapore, dell’aroma e del gusto. Quella di A tavola con Renzo e Lucia (Àncora Editrice - prefazione di Enrico Beruschi): un appetitoso libro di ricette e menu dal mondo dei Promessi Sposi.
La Vassallo non è nuova a questo tipo di sperimentazione. Ha già cotto a puntino la letteratura di Guareschi, Harry Potter, gli Hobbit e le Cronache di Narnia (ma la sua produzione letteraria è ben più vasta), prima di affrontare a colpi di forchetta e coltello anche questa “Storia di povera gente”, come la definì il suo stesso autore.
Una storia tanto odiata (ai tempi della scuola… ahiloro!) e tanto amata (quando la scuola è solo un rimpianto… ahinoi!).
Un lavoro ambizioso e impegnativo, quello della Vassallo, che però ha sfornato un prodotto piacevole a divertente: perché l’autrice, con il mero intento di giocare, ha usato un linguaggio in stile manzoniano, ma intriso di fresca ironia, che è un piacere per chi legge.
Partendo da citazioni e stralci dei Promessi Sposi, il volume esplora l’opera manzoniana estrapolandone la parte culinaria che l’autrice ha ulteriormente sviluppato attingendo a trattati di cucina dell’epoca e del territorio.
Così, tra mestolo e mouse, tra garbugli e capponi, tra peccati e virtù, ci ritroviamo a mangiare la zuppa di cavoli della Perpetua o le frittelle dell’elemosina, a gironzolare per taverne e locande lungo l’Adda, ma anche a cena con l’Innominato o nel tinello di quel «bravissim’uomo» del marchese per l’atteso banchetto nuziale di Renzo e Lucia.
E, più di tutto, ci ritroviamo a comprendere il sugo della storia: che la vita va gustata in ogni momento, sia esso dolce o amaro, perché ogni vicenda, prima o poi, ha il suo lieto fine in grado di addolcire le amarezze e dare significato a ogni sventura.
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Loredana Limone








