Dopo la tristezza

C'è un momento, nella vita di un poeta, in cui i ricordi assumono una forma sempre più tangibile e nella sua bocca prendono corpo antichi sapori.

Per Umberto Saba è il semplice gusto di pane e birra che rivive dopo tanti anni, riportandolo indietro, ad un’epoca in cui ancora non poteva immaginare come sarebbe stata la sua vita.
Né che verseggiare sarebbe stato il suo mestiere.

 

Questo pane ha il sapore d’un ricordo,
mangiato in questa povera osteria,
dov’è più abbandonato e ingombro il porto.

E della birra mi godo l’amaro,
seduto del ritorno a mezza via,
in faccia ai monti annuvolati e al faro.

L’anima mia che una sua pena ha vinta,
con occhi nuovi nell’antica sera
guarda un pilota con la moglie incinta;

e un bastimento, di che il vecchio legno
luccica al sole, e con la ciminiera
lunga quanto i due alberi, è un disegno

fanciullesco, che ho fatto or son vent’anni.
E chi mi avrebbe detto la mia vita
così bella, con tanti dolci affanni,
e tanta beatitudine romita!

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