Non voglio fare della facile filosofia, ma è esattamente ciò che mi successo quando, passeggiando per la centra- lissima via Italia a Monza, novella capitale della Brianza, mi sono imbattuta in un cartello stile liberty che raffigurava una signorina dell’epoca seduta da sola ad un tavolino sul quale troneggiava una bella torta. Fosse stato un giovane dandy sarebbe stato meglio (per me, non per lui naturalmente), ma in ogni caso avevo voglia di fare un goloso salto indietro nel tempo. Così mi sono avvicinata.
Il cartello, anzi il pannello, mi ha condotto in una corte dell’Ottocento, dove ho scoperto Il Dolce Cortile, una bottega di pasticceria artigiana che è un sogno.
Tra un’espressione di meraviglia e un assaggio (più di uno, lo confesso), ho iniziato a discorrere con Roberto Carzaniga, il titolare, piacevole conversatore e abilissimo pasticciere, con il quale ho scoperto esserci un certo feeling letterario. Siamo partiti dalla madeleine di Proust, dolcetto letterario per eccellenza, per arrivare all’eterno tè di Alice nel paese delle meraviglie, passando per la fabbrica di cioccolato di Roald Dahl e per famosa torta nuziale che Tita, la protagonista di “Dolce come il cioccolato”, è costretta a preparare per la sorella Rosaura cui è destinato l’uomo che lei ama.
Da lì ad intervistare Roberto il passo è stato breve.
In casa tua circolano molti libri, valido supporto per il tuo lavoro.
Certo, i libri sono un supporto fondamentale per la mia attività, sono fonte di ispirazione per nuove creazioni e abbinamenti e per tenersi costantemente aggiornati, dato che il mio è un tipo di lavoro mai fermo, cosa tra l’altro che non potrei permettermi visto il mio carattere; inoltre sono un assiduo lettore non solo del mio settore ma in generale.
La pasticceria è un’arte che hai ereditato.
Si, provengo da una famiglia che ha sempre avuto nel suo DNA una spiccata tendenza all’attività in proprio in questo settore, infatti mio nonno aveva un mulino, poi è diventato panettiere e mio padre ha pensato bene di ereditare il forno di famiglia, tramandandomi la passione e insegnandomi le basi della pasticceria che poi io ho raffinato.
Pur nel rispetto della tradizione, le tue creazioni sono frutto di sperimentazione di abbinamenti, sapori, colori.
La ricerca del gusto e del bello fanno parte di me, senza prevaricare uno sull’altro.
Da cosa è scaturita la scelta di distinguersi con pasticceria rara e mignon?
Soprattutto per differenziarsi, che ritengo fondamentale per essere riconosciuto. Ho scelto la biscotteria perché mi appassiona e non è molto valorizzata da altri pasticcieri, che la considerano una branchia povera dell’enorme e variegato mondo del dolce.
Da quel che ho visto, spesso fai delle vere e proprie sculture, come ad esempio la farfalla che mi è volata sotto il naso.
E’ vero! Mi piace provare anche se costa fatica e studio non indifferenti; ho la fortuna di avere validi collaboratori su cui posso contare, perché se sei da solo oggi fai ben poco, senza di loro non ce la farei.
Hai mai pensato di racchiudere le tue creature in un libro?
Attualmente ho diversi progetti, ma ciò che non voglio perdere di vista è la mia principale attività, ovvero la ricerca. In un futuro non escludo anche lo studio di un volume delle mie ricette e della storia de Il Dolce Cortile, magari con la collaborazione dei miei clienti, con i quali mi confronto spesso e che rappresentano un grande stimolo per migliorare la gamma dei miei prodotti.
Ma ho visto anche delle delicatezze salate.
Da non molto abbiamo introdotto, oltre ai classici salatini, la produzione di torte salate sempre diverse a seconda della stagionalità dei prodotti, proposte in varie dimensioni, con una chicca: cestinetti di pasta fillo, che rende la tortina più leggera e croccante.
Come riesci a far tutto questo?
Ovviamente non da solo! Ci sono i miei genitori che mi aiutano moltissimo, sia in laboratorio che in negozio, e poi c’è il mio collaboratore prin- cipale, Cristian Marabelli.
Cristian, che ha una dose di entusiamo incredibile, riesce sempre a coinvolgermi e a sconvolgermi con creazioni innovative. Insieme studiamo, quotidianamente; senza di lui mancherebbe un pilastro fondamentale per il successo della mia pasticceria.
Ti ringrazio per essere stato con noi, Roberto, e per essere a disposizione dei lettori che, nel caso vogliano chiederti un chiarimento o una ricetta, possono scriverti a: ildolcecortile@hotmail.it.
Dolcissimi auguri per il tuo goloso lavoro.
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Loredana Limone















