Le ricette per non sbagliare in cucina

Un errore in cucina può essere motivo di frustrazione, ma anche di critiche. Può addirittura incrinare un rapporto nascente nel quale abbiamo riposto certune speranze.

Come evitarlo?

Ho scoperto che la casa editrice Salani (quella che tra l’altro pubblica Anita Shreve: fenomeno vivente di magistralità nella scrittura) ha una collana di manuali, dove ce n’è proprio uno fatto apposta per chi non vuole, non può e/o non deve sbagliare in cucina.

Il volumetto, compatto e maneggevole s’intitola 200 ricette infallibili ed è stato scritto da Manuela Vanni, cuoca esperta, scrittrice e divulgatrice gastronomica, collaboratrice di Allan Bay (scusate se è poco!)

Le duecento ricette si riferiscono, come recita il sottotitolo, a piatti ghiotti ma talmente facili che nessuno li può sbagliare, neanche volendo.
Nessuno. Neanche chi non sa proprio cucinare e non sa neppure da dove cominciare, neanche chi ci ha provato tante volte e si è sempre arreso con grande frustrazione.
Ma è un libro che può tornare utile anche a chi ai fornelli è esperto, ma ha poco tempo o poca ispirazione e non vuole correre rischi.

Perché i piatti infallibili esistono (non dite “non ci credo”). Sono preparazioni semplici, con pochi ingredienti e brevi passaggi dal frigorifero alla padella, spiega la Vanni che nel suo libro ha raccolto ricette che presentano una percentuale di insuccesso pari a zero, grazie al modo in cui sono state scritte e prima ancora scovate, testate, gustate.

Dopo un breve excursus sulla terminologia culinaria e alcuni metodi di cottura (da chiarire subito per non sbagliare poi), il manuale si divide in preparazioni classiche e meno classiche, per ogni occasione: antipasti, primi, secondi, contorni e dolci, senza dimenticare pane, pizze, focacce e torte salate.

Un consiglio dell’autrice: dedicate sempre alla cucina il giusto tempo, spesso l’errore è dato dalla fretta di finire. Talvolta invece dipende all’essersi affidato troppo all’occhio per calcolare le dosi o alla memoria (fallace) per l’esecuzione.

Una delle protagoniste del mio nuovo libro sostiene:
“Non si tratta di mettere insieme quattro ingredienti e via: ci vuole passione, allegria, vitalità. Bisogna interagire con il cibo; le mani, quando impastano ad esempio, devono trasmettere sentimenti…”

Nulla, infatti, veicola l’amore più un buon piatto preparato con amore.
E senza errori.

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